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Vito Chimenti, a proposito di centravanti…

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Auguri all’ex rossoblu per il suo compleanno, 67 anni oggi. Per Chimenti 3 anni al Taranto, 22 gol e una promozione in B nel 1983-84.

Molti attaccanti importanti sono passati da Taranto. Alcuni campioni lo sono diventati da altre parti. L’esempio principe è Franco Selvaggi, per 5 anni in maglia rossoblu, oppure i Benetti, Maiellaro, Turrini e Riganò. È il destino di una piazza che mai ha provato l’ebbrezza della serie A e che da più di due decenni percepisce la B come un miraggio quasi irraggiungibile. Anche per questo Taranto è una piazza che si infiamma con i grandi nomi. I giocatori che hanno il ‘curriculum’ attirano la gente allo stadio, per la curiosità di vedere il ‘colpo del campione’. Il calciatore di serie A, cioè con trascorsi più o meno recenti nella massima serie, rende meno distante il calcio d’elite da una città che storicamente deve accontentarsi delle briciole. Esempi del genere sono stati i vari Muro, Cappioli, Lima, Dionigi, e altri.

Altri come Vito Chimenti, 67 anni oggi.

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Nativo di Bari, Chimenti arrivò dall’Avellino nel 1982, dopo un’annata non entusiasmante in serie A. Appena l’anno prima fece nove gol con la Pistoiese, nell’unica stagione in A dei toscani. Un giocatore forse in parabola discendente, ma la sua fama, almeno a Taranto non era scalfita. Aveva fatto una carriera quasi tutta in B, con la maglia del Palermo si fece conoscere al grande pubblico, soprattutto quando nel 79, i rosanero allora in B, contesero la coppa Italia alla Juventus. Gol in finale per lui, e gara che si decise ai supplementari a favore dei più titolati bianconeri.

Il Taranto veniva da un campionato anonimo di C1, dopo 12 anni consecutivi in B. La società del presidente Buonfrate voleva vincere il campionato, si affidò ad un allenatore esperto come Toneatto e, tra gli altri, al centravanti della bicicletta, quella magia da funambolo brasiliano di cui ne aveva fatto un marchio di fabbrica, un colpo da circo che Chimenti faceva spesso, e che lo rese celebre. A Taranto Chimenti, ormai trentenne, visse una nuova giovinezza. Centravanti brevilineo, che aveva nella rapidità di esecuzione e nella furbizia le sue doti migliori. Fu un campionato esaltante quello di C1 1982-83, col finale amaro in quel di Salerno. La delusione di una città intera: in quegli anni si era tutti tifosi del Taranto. Chimenti fece tredici gol, che non bastarono per la promozione. Il più bello però lo fece l’anno dopo, nel derby col Bari, il 2-1 decisivo con una girata al volo di destro (video sotto). A fine stagione le due pugliesi salirono a braccetto in B. Era il Taranto del Cavaliere e del grande Giammarinaro, che vinse il campionato all’ultima gara, nonostante la sconfitta di Benevento.

Otto gol realizzati in quella seconda stagione da Chimenti. Spesso il pubblico lo acclamava, ”Vito, Vito” era lui l’idolo dei tifosi rossoblu.

La stagione di B 1984-85 andò decisamente male, sia per il Taranto che per Chimenti. Un solo gol e poche presenze. Poi il ‘caso Padova’ che portò a dure squalifiche: i cinque anni inflitti a Vito Chimenti ne sancirono la fine della carriera.
Un finale non all’altezza, in una stagione ormai compromessa, per un grande ex rossoblu.

Taranto Bari 1983-84, immagini tratte da YouTube, studio 100, commento di Gianni Sebastio

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