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SERIE C

Una C a due livelli, corsi e ricorsi…

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Aspettiamo con fervore che si torni alla normalità anche nello sport, per poter finalmente tornare a parlare del calcio e di tutte le altre discipline “alla vecchia maniera”

Difficile, quasi addirittura inopportuno, parlare di calcio in questo periodo, ma vista la mole di gente che ci ruota intorno, per lavoro e non, cercare di capire l’evolversi degli scenari possibili futuri, per chi tratta lo sport è quasi doveroso.

Tralasciando la situazione di serie A e B, per le quali comunque il prossimo campionato dovrebbe riprendere in maniera canonica, è sempre da capire come e se termineranno quelli in corso, a tenere banco nelle ultime ore è la probabile rimodulazione dei campionati di serie C e a cascata quelli di D.

E’ di poche ore fa la dichiarazione del presidente della FIGC Gabriele Gravina che tracciando una situazione attuale sulla gestione del calcio nostrano ha aperto in maniera vigorosa ad un riformulazione dei campionati di terza serie.

L’idea della federazione è quella di istituire un girone d’élite a 20 squadre e altri due con 40 compagini di livello semi-professionistico. Una riesumazione della vecchia C/2? Non proprio perché non sono chiari i criteri per l’ammissione ai due campionati e come e se ci saranno stravolgimenti degli organici in base a parametri che saranno sicuramente visti e studiati con relativa calma.

A far da eco alle dichiarazioni di Gravina è subito arrivato il presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli. Così il numero uno della lega pro ai microfoni di raisport: “Credo che Gravina faccia bene a spingere per le riforme. Noi adesso stiamo lavorando per permettere il galleggiamento alle società di serie C che rischiano in maniera drammatica: se l’azienda dei patron va in crisi, questi ultimi pensano prima alla loro azienda che ai club…il 3 Aprile faremo un’assemblea di lega per l’emergenza coronavirus e il 20 se la situazione sarà migliore inizieremo a parlare di riforme”.

Più che plausibile quindi, specie alla luce di molte crisi societarie vedere una serie C riformulata e rinnovata. Sarebbe ideale vedere una “C2” con almeno più di due gironi, tre sarebbe ideale in maniera da introdurre il vero semiprofessionismo e ridurre il numero degli attuali 9 gironi “danteschi” della serie D.

Corsi e ricorsi storici locali.  Nel dopoguerra, pur di riprendere con il calcio giocato, si decise all’ultimo di allargare la serie B a 3 gironi, perché non era possibile andare troppo lontano con le trasferte, dato che le finanze erano ridotte e strade e ferrovie erano disastrate per il conflitto appena terminato. A livello locale dopo quella riforma quasi per incanto Taranto ebbe due formazioni in serie B, il ricostituito Taranto, nato dalla nuova fusione tra Audace e Pro Italia, e l’Arsenale, che aveva ereditato il titolo della Pietro Resta.

Questa situazione fu tenuta per due stagioni, poi si tornò al girone unico. 

La C, a carattere quasi prettamente regionale, invece aveva molti più gironi, 4 nel 1948-49.

Aspettiamo con fervore che si torni alla normalità anche nello sport, per poter finalmente tornare a parlare del calcio e di tutte le altre discipline “alla vecchia maniera”.

Fonte: Mimmo Frusi per Cosmopolismedia.it,

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