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TARANTO FC

Tifo s…colorito

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Una volta si chiamava “tifo colorito”, oggi è tutto un divieto, anche ciò che di violento non ha nulla, almeno per chi utilizza ancora il buon senso.

Pensavamo fosse uno scherzo del solito buontempone a tinte rossoblu.

Invece è tutto incredibilmente vero. E sa di mancanza di rispetto, per chi ama questa maglia e questa città. Una presa in giro, per l’appunto. Una volta si chiamava “tifo colorito”, oggi è tutto un divieto, anche ciò che di violento non ha proprio nulla.

Ciò che è accaduto nelle ultime ore travalica il buon senso e scade nel ridicolo, anche se ci rendiamo conto di come non ci sia proprio nulla di divertente in ciò che si legge nel provvedimento del Giudice Sportivo in merito al post gara di Taranto-Potenza.

Derubricare un coro antico come il gioco stesso del calcio, che in tutti gli stadi del mondo è motivo di semplice sfottò, ad espressione di discriminazione territoriale, è irricevibile e dai tratti ingiustamente persecutori.

La tifoseria tarantina è spesso bersaglio dell’intransigenza bacchettona, dell’ipocrisia imperante che opprime e dell’incongruente gestione di certe circostanze, con i soliti due pesi e tre misure, dove la terza è quella ad hoc per il Taranto ed i suoi tifosi.

Si vuole dunque punire una tifoseria ed una squadra per un coro, che chiunque può udire quasi ogni domenica in ogni stadio o palazzetto? Un coro che spesso viene utilizzato da tifoserie rivali proprio contro il Taranto, in casa e fuori.

Cosa ci sia di discriminatorio non riusciamo a percepirlo, quale sia la colpa della squadra rossoblu nemmeno, saltare e cantare col pubblico dopo una vittoria è prassi comune dalla A ai dilettanti: il meritato abbraccio della tifoseria ai ragazzi.

Eppure proprio nella stessa giornata uno striscione era apparso in curva a dimostrare la vicinanza del pubblico tarantino alla città di Catania, flagellata dal maltempo, oltre la rivalità sportiva. Circostanza che è passata inosservata agli intransigenti ispettori presenti allo stadio. Altro che discriminazione territoriale.

Vedremo cosa accadrà, siamo fiduciosi che tutto si risolva con un nulla di fatto, in fondo “chi non salta è barese o tarantino” chi sta fermo lo è. Tutto qui.

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