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“TATTICAMENTE” TARANTO-CATANIA 0-0: PAREGGIO INSIPIDO!

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Lo zero a zero contro il Catania ha mostrato integralmente pregi e difetti del Taranto attuale.

Tra i primi è impossibile non menzionare l’assimilazione perfetta dei meccanismi difensivi che hanno prodotto cinque soli gol subiti, di cui due su rigori perlomeno dubbi.

Anche ieri sera nonostante una emergenza dichiarata la difesa ha dimostrato la sua impenetrabilità. Bravissimo Nigro al centro del terzetto, carattere e esperienza al servizio della causa, ma bravissimo anche il giovane Balzano, che ha mostrato ancora una volta personalità e duttilità, due doti importanti per un ragazzo destinato a crescere ed imporsi.

La prestazione da sufficienza piena del capitano Pambianchi ha completato la serata molto positiva della retroguardia, chiamata a non far rimpiangere due dei suoi migliori interpreti, Altobello e Stendardo, assenti per infortunio.

Le partite di calcio contemplano però anche la fase offensiva, o di possesso, durante la quale la squadra è tenuta a creare gioco e occasioni da gol.

Qui il Taranto ha mostrato il lato peggiore, quello su cui mister Papagni dovrà lavorare intensamente nei prossimi giorni.

La squadra ha evidenziato una scarsa predisposizione al palleggio, una insufficiente capacità di far girare il pallone, una inesistente tendenza alle verticalizzazioni, e una povertà di fosforo e corsa che mettono l’intera mediana sul tavolo degli accusati.

Ieri sera l’unico che ha provato a fare qualcosa, da solo, e contro tutta la mediana catanese, è stato Lo Sicco, che si è trovato a coprire l’intero centrocampo senza ricevere aiuto da un Bobb spaesato e palesemente fuori condizione.

fabrizio-lo-sicco

Il ragazzo ha numeri, ha voglia di dimostrare di possedere qualità, ma non aiuta la squadra in fase di non possesso perchè filtra pochissimo e in fase di possesso quando ai mediani centrali sono richieste idee e soprattutto personalità.

Il mister ieri sera ha accentuato le problematiche della mediana sostituendo il centrocampista sbagliato, Lo Sicco appunto, che forse sino ad allora era stato quello meno brutto a vedersi.

La facilità di penetrazione centrale da parte della formazione catanese e la chiara superiorità nella zona centrale del campo è stato aspetto assolutamente evidente.

Le fasce laterali, anch’esse, non sono di grande aiuto al centrocampo, perché si mostrano sempre troppo schiacciate verso la difesa, e soprattutto non riescono quasi mai ad attaccare lungo le corsie esterne per produrre cross decenti a favore degli avanti.

Probabilmente la preoccupazione di coprire la difesa per De Giorgi e Garcia è maggiore di quella di attaccare.

La scarsa vena di Bollino sulla trequarti, unica luce possibile in una manovra d’attacco asfittica, ha completato un mosaico deprimente, nel quale i tre attaccanti che si sono alternati davanti, Magnaghi, Viola e Balistreri, ancora una volta sono sembrati isolati dal resto della squadra, totalmente scollegati dal gruppo, troppo abbandonati e privi di qualsiasi rifornimento utile ad essere tradotto in occasioni da gol.

I nove punti conquistati rappresentano un bottino di tutto rispetto, ci mancherebbe, ma la mancanza di idee e gioco preoccupa in funzione dei prossimi impegni, quando il Taranto sarà chiamato a fare la partita, o comunque a giocarsela contro avversari di pari livello.

L’impressione che la squadra abbia al suo interno delle soluzioni spendibili c’è, e la difesa inventata ieri sera protagonista di una grande gara lo dimostra.

Sugli spalti quello che abbiamo percepito è una probabile scarsa conoscenza delle vere potenzialità dell’intera rosa da parte del mister, unita ad una incapacità di osare con coraggio che lo stesso allenatore non sa trasmettere a tutta la squadra.

Che a questo Taranto manchi qualcosa in termini di qualità e personalità a centrocampo e in attacco è abbastanza chiaro, ma è altrettanto chiaro che una analisi più attenta di ciò che già è presente in rosa sarebbe cosa buona e giusta da fare, per ottimizzare un rendimento offensivo assolutamente insufficiente e assolutamente non in grado di reggere alla distanza il confronto con gli avversari.

Alessandro La Tanza (ROMANZINI)

 

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