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“TATTICAMENTE by ROMANZINI”. CONTINUITA’ TATTICA.

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Le tre partite affrontate contro avversari alla portata, Monopoli, Melfi ed Andria, hanno fruttato alla truppa rossoblù sei punti pesantissimi in classifica, ed hanno permesso al Taranto di raggiungere una posizione di classifica più serena rispetto a quella occupata sino a una settimana fa.

Questo salto in avanti in graduatoria è il frutto delle buone prestazioni che si sono ripetute di recente, tutte con un denominatore comune, la continuità nella disposizione tattica della squadra, che mister Prosperi sta schierando oggi con un propositivo 4-2-3-1.

Questo schema, che ha sostituito l’improduttivo 3-4-3 adottato nell’infausto mese di novembre, ha fatto riscoprire al Taranto quella impermeabilità difensiva che è stata il marchio di fabbrica della squadra targata Papagni sino al derby di Foggia, una solidità del reparto arretrato recuperata sia per la disposizione “a quattro” della linea dei difensori sia per il recupero di due pedine fondamentali per bravura e personalità come Altobello e Stendardo.

La linea difensiva a quattro elementi, tanto evocata da pubblico e critica, ha permesso ad esempio a un giocatore come De Giorgi di ricoprire il ruolo di terzino destro più nelle corde del generosissimo giocatore salentino, e contemporaneamente ha permesso di limitare i danni sull’altra fascia, quella sinistra, zona dalla quale sono nati spesso grandi problemi per il pacchetto arretrato ionico, con Pambianchi che posizionato in zona mancina ha limitato i pericoli, pur non avendo nelle sue caratteristiche quella di spingere, visto che è un difensore centrale.

Il recupero in difesa di elementi di ruolo ha contemporaneamente permesso a giocatori come Nigro di essere restituiti ai propri ruoli originari, ed Elio non a caso sta risultando tra i migliori nelle ultime gare a centrocampo.

bobbL’ultima novità della nuova veste tattica è stata la posizione in cui hanno giocato il giovane Bobb (di più) e Lo Sicco (spesso subentrato), quella posizione centrale nel terzetto di incursori che permette ai due di pressare il portatore di palla avversario in fase di non possesso, coperti da due centrocampisti più quantitativi in mediana, mentre in fase di possesso consente loro di mostrare la tecnica e la visione di gioco (con Bobb) e la capacità di tiro e assist (con Lo Sicco).

Ai lati del centrale, nel terzetto di incursori, la presenza di Viola a destra ha dotato la squadra di tecnica indiscutibile e capacità realizzativa, una cosa che Bollino solo in parte ha fornito in passato (soprattutto dal punto di vista tecnico) poco abituato quest’ultimo a timbrare il cartellino e a essere considerato un uomo gol.

Sull’altro versante è stato schierato spesso Paolucci, ragazzo con interessantissime doti di gamba capace di inserirsi negli spazi. Proprio Paolucci con il suo movimento ha permesso alla squadra tutta di beneficiare in fase di non possesso di un giocatore bravo ad aggiungersi ai centrocampisti e aumentare la capacità di filtro dell’intera mediana.

Interessante infine la catena di destra, quella che in fase di possesso si genera con il movimento di Viola, che favorisce spesso l’inserimento di De Giorgi al cross, piccoli accorgimenti tattici di cui sta beneficiando anche la punta centrale, quel Magnaghi sino a poco fa contestatissimo ed invece autore di buonissime prove recenti.

Il ragazzo va fatto giocare più vicino alla porta, per permettergli di realizzare gol, come a Vibo Valentia, ma l’attuale schieramento del Taranto ha fatto rifiorire volontà e determinazione in un numero nove che sembrava essersi perso definitivamente sino a pochissimo fa, vittima inconsapevole di una squadra priva di una identità tattica precisa.

La continuità tecnico-tattica nello schieramento e negli uomini in campo ha pertanto consentito a tutta la squadra di assimilare bene uno schema produttivo che si sposa meglio con le attitudini dei giocatori attuali, ed ha permesso ai ragazzi di non perdersi in inutili variazioni tattiche responsabili di grande confusione e pochi punti.

Il G.M. De Poli ha invitato tutti a non illudersi, nonostante i buoni risultati ottenuti, ed ha ragione da vendere.

Questo Taranto migliore rispetto al passato ha bisogno di rinforzarsi come il pane se vuole salvarsi con tranquillità.

Servono giocatori di qualità e personalità per dotare la squadra della possibilità di sviluppare il gioco sulle due fasce, nonché altri elementi in grado di apportare fantasia e un buon numero di gol, due doti di cui il Taranto attuale è assai povero.

La determinazione e la volontà espresse nelle ultime esibizioni dai ragazzi possono essere comunque un’ottima ricetta per portare a casa punti sino a fine anno, in tre gare sulla carta difficili ma non impossibili da affrontare.

La lunga sosta di gennaio ridisegnerà il Taranto e magari consentirà un richiamo di preparazione che sarà indispensabile per affrontare gli ultimi quattro mesi e mezzo con la benzina giusta nelle gambe.

Alessandro La Tanza

 

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