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Taranto, tra sogno e realtà

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Diciamocelo. Ieri sera siamo andati a letto con una sensazione di amaro in bocca.

Una giornata trascorsa con colpi di scena a ripetizione sul fronte ripescaggi.
La rinuncia della Pro Sesto e le parole di Ghirelli sul Bisceglie, a cui non basterà presentare come campo alternativo il San Nicola di Bari, sembravano accrescere le possibilità del Taranto di accedere alla serie C.

Ma, come in ogni circostanza in cui si trova invischiato il Taranto da un quarto di secola a questa parte, ecco la doccia “semifredda” del comunicato del club del presidente Giove.
Niente ripescaggio per via della regola dei cinque anni. Confermato da Ghirelli in persona che, comunque, si sarebbe impegnato a riaprire i termini in caso dovessero rimanere vacanti ulteriori posti dopo il termine del 5 luglio.

Una regola, questa dei cinque anni, che colpisce esclusivamente la società rossoblu, ma che negli ultimi sette giorni sembrava potesse essere “aggirata” presentando comunque la domanda entro il 5 luglio e verificando in tale data chi, o meglio se, ci fossero realmente società in numero congruo a coprire i “buchi”. In caso contrario, ecco il Taranto già bello e pronto a riempire la vacanza eventuale.

Invece no. Il Taranto sarebbe pronto qualora si riaprissero i termini con requisiti differenti. Un’eventualità già verificatasi in passato. Che non è escluso possa accadere quest’anno, considerato che Ghirelli ha sempre confermato il format a 60.
Ma facciamo due conti ad oggi:

-3 riammissioni, col Bisceglie che sembra out per lo stadio, ma col rientro (notizia di stamani) del Fano che sembra aver trovato l’accordo di partnership con l’Ascoli. Già dentro la Virtus Verona e in bilico la Paganese, ultima in graduatoria.

-3 ripescaggi, con Modena, Cerignola (da decifrare la questione stadio) e (sembra di sì) la Reggiana a coprire le vacanze.

Mantova e Pro Sesto hanno comunicato ufficialmente che non faranno domanda. Il Taranto è out per la regola dei cinque anni.

Voci autorevoli parlano di qualche difficoltà di alcuni club iscritti tra B e C, non propriamente in regola con la documentazione. Cosa farà la società rossoblu?

Fosse per noi tifosi faremmo domanda comunque. Non è una provocazione, ma la reazione istintiva di chi mette sulla bilancia da un lato il derby col Bari, dall’altra le trasferte sui tanti campi a limite della decenza della serie D.

La società ha detto a più riprese che farà di tutto per ottenere il ripescaggio. Allora continuiamo a crederci considerando la giornata di ieri un ulteriore step strategico verso l’obiettivo, il sogno serie C. Ma la realtà al momento è un’altra.

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