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Taranto-Pisa, polemiche ed il ritorno dell’ex “ingrato”

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Ci sono momenti nel calcio in cui un professionista deve mettere da parte il cuore, anche se il sentimento vorrebbe fargli tirare indietro la gamba, o il braccio, dato che il protagonista di questa storia è un portiere.

24 maggio 1992, allo Iacovone c’è Taranto-Pisa per la 35ª e quart’ultima giornata di campionato di serie B.
I rossoblu avevano bisogno come il pane di una vittoria che desse ossigeno ad una classifica deficitaria che li vedeva terz’ultimi in compagnia della Casertana, avversario della domenica successiva in Campania.

Il Pisa nutriva ancora qualche flebile speranza di agguantare il 4º posto che all’epoca valeva la serie A, anche se la sconfitta interna della domenica precedente in casa nello scontro diretto contro l’Udinese aveva messo quasi la parola fine ad ogni speranza di promozione.
Il tutto a fronte di un distacco di soli 5 punti in classifica tra le due compagini, 30 per i rossoblu, 35 per i nerazzurri toscani, in un campionato equilibrato in cui dominavano i pareggi.

La partita fu un monologo tarantino, diverse le occasioni per i rossoblu di portarsi in vantaggio ed un protagonista assoluto al ritorno per la prima volta allo Iacovone da avversario: Gianpaolo Spagnulo.

Spagnulo era il portiere di quel Pisa costruito per vincere il campionato ma che non riuscirà nell’impresa. Ma le sue prestazioni, fino a quel momento, furono oggetto di critiche dell’allora presidente Romeo Anconetani, che lo definì “portiere d’albergo“. Oltre all’ex rossoblu, quella squadra contava di giocatori del calibro di Chamot, Andrea Fortunato, Marco Ferrante ed un giovanissimo Diego Pablo Simeone, ancora non consapevole del futuro che gli riserverà una carriera da top-player prima e da allenatore pluridecorato poi. In panchina Ilario Castagner, l’allenatore del Perugia dei miracoli, oltre che dell’Inter di Rummenigge.

Il Taranto, nervoso ma generoso, provò in ogni modo a scardinare la difesa pisana, soprattutto con i suoi uomini migliori: Turrini su tutti.
Il pubblico capì lo sforzo della squadra, incitando per 90 minuti gli uomini di Gianpiero Vitali, ma quando la difesa pisana sembrava sul punto di soccombere, ecco che si ergeva a baluardo insuperabile il grande e fresco ex Gianpaolo Spagnulo.

Fu così che nel secondo tempo, all’ennesima conclusione a rete di un Turrini imprendibile per la retroguardia Toscana, a seguito dell’ennesima parata di Spagnulo che arrivò fin sotto la traversa a smanacciare in angolo, si udì un breve ma intenso coro venire dagli spalti, non certo amichevole verso il grande ex.

Proprio così, gli applausi del prepartita e il saluto sotto la curva di Spagnulo all’uscita per il riscaldamento, si tramutarono in un grido collettivo di “disappunto”, un “Spagnulo, Vaffa...” scandito non certo per odio verso l’ex idolo “ingrato”, semmai per frustrazione o delusione, come verso un amico che ti mette in difficoltà, proprio quando potrebbe, tutto sommato darti una mano.

Infatti i commenti sugli spalti erano del tipo “Ma perché non la lascia passare“. “Il Pisa non può vincere più il campionato, perché non ci lasciano segnare...” fino al più classico “e quidde Spagnule…” alla Aldo Salamino.
Da qui anche l’accesissimo dopopartita in tribuna e negli spogliatoi, con un Anconetani protagonista assoluto, e del quale vi invitiamo a vedere il contributo video tratto da YouTube (di TarantoHistory).

Così, come nella più classica delle leggi non scritte del calcio, a pochi istanti dalla fine, il Pisa ebbe anche l’occasione clamorosa di passare immeritatamente in vantaggio. Un contropiede 3 contro 1 con palla gestita fino a limite dell’area dal neo entrato ventiduenne Diego Simeone, che avrebbe potuto fare di tutto, con due compagni pronti a ricevere palla ai suoi lati. Il futuro centrocampista di Inter ed Atletico Madrid scelse l’appoggio verso uno dei due, ma ne uscì un passaggio troppo profondo che finì la sua corsa sul fondo.

In quell’attimo qualcuno esclamò “Apposte l’ha fatte…” con un equilibrio precario e contraddittorio con quanto accaduto e sostenuto nel corso della gara. Chissà, forse Simeone fece quello che avrebbe voluto fare Spagnulo, cioè evitare di danneggiare inutilmente un Taranto generoso e sfortunato.

Fu 0-0, tra i fischi forse ingenerosi del pubblico, ma la storia di quel campionato avrà comunque un lieto fine.

Taranto:
Ferraresso; Monti (77′ Pisicchio), D’Ignazio, Brunetti, Marino, Camolese (21′ Zaffaroni), Turrini, Ferazzoli, Fresta, Muro, Soncin.
A disposizione: Bistazzoni, Mazzaferro e Guerra.
Allenatore: Vitali.
Pisa:
Spagnulo; Chamot, Fortunato, Fiorentini, Taccola, Bosco, Rotella, Cristallini (49′ Martini), Gallaccio (70′ Simeone), Ferrante. 
A disposizione: Polzella, Dondo e Marchegiani. 
Allenatore: Castagner.
Arbitro: Boemo di Cervignano del Friuli.
Ammoniti: Ferazzoli, Chamot, D’Ignazio, Fresta, Taccola, Brunetti, Monti, Turrini e Martini.
Spettatori 10mila circa


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