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Taranto, perché non crederci ancora?

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È la città dei due mari, la città dei due volti, quello di chi si contrisce e quella di chi reagisce; delle due anime, quella siderurgica e quella turistica; quella de’ “ancora dietro al Taranto vai?!” E quella che “fino alla fine”. Ma sono due facciate dello stesso cuore, che è e resta rossoblu. E unisce tutti, come un ponte per l’appunto. E quel ponte le anime le unisce tutte perché per quanto cambino occhi e prospettive, il desiderio di un orizzonte luminoso accomuna tutti.

Diverse le prospettive anche per chi guarda al ripescaggio. Chi si contrisce e diremmo giustamente, considerando i tanti anni di delusione e schiaffi presi e che non si aspetta che la ruota finalmente giri anche per noi. E chi reagisce ed è ottimista e diremmo giustamente, considerando i tanti anni di delusione e schiaffi presi e che sa che prima o poi la ruota girerà finalmente anche per noi. In realtà Taranto è ancora in fortissimo credito verso la storia e verso la politica.

Il Taranto non fa differenza perché anche il magico è in fortissimo credito e tanto amore e tanta passione ha vissuto solo ingiustizie interne ed esterne. Crediamo che nulla ci debba essere precluso e che una piazza così, possa solo giovare ad un movimento pallonaro che ha bisogno di ritrovare calore, passione e la sua vera anima.

Allora perché non crederci ancora? D’altronde sentiamo ormai decine, centinaia di dichiarazioni politiche e politichesi sul restituire alla città di Taranto la dignità che merita e che le è stata tolta da decenni di abusi sociali. Hanno avvelenato l’aria e gli animi e minato quel ponte.. hanno ora la possibilità di iniziare a restituire attraverso il più forte motivo di aggregazione e rivalsa sociale, quale il Taranto calcio. E soprassedere su una regola che vieta il ripescaggio, praticamente solo al Taranto in prima tornata. Hanno la possibilità di fortificare quel ponte e dare alla città un senso di dignità che merita. Politicanti e politici pallonari tutti, dicono che Taranto merita di più. È ora di darcelo. Abbiamo comunque sensazioni (o speranze) che qualcosa si muoverà e accadrà e che per la prossima stagione, vi sia la concreta possibilità di partecipare a quel magnifico girone C di Lega Pro. Ma è bene che ciascuno di noi, faccia il proprio. Perché Taranto la amano tutti, ma se ne occupano in pochi. Chiunque può, non si limiti a dichiarazioni ma faccia qualcosa di concreto.

Politici, imprenditori, burocrati, società civile, professionisti, tutti. È ora di smetterla di aspettarsi la chiamata per intercedere, per una azione, per collaborare.. chiunque ami Taranto e il Taranto faccia da giunto di quel ponte, chiunque può, faccia qualcosa e lo faccia senza un tornaconto. Lo faccia in nome di quello sbandierato amore per il Taranto. Non siate una o l’altra sponda, non limitatevi a guardare con distacco e attesa l’altra sponda. Fate quella telefonata, incontrate quella persona, proponete, prendete iniziativa, siate propositivi e risolutivi oltre che risoluti nell’amare fattivamente questa città e quella maglia.. Siate parte del ponte.

L.Alberto Stendardi

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