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TARANTO FC

Taranto, obbligo vittoria per chi insegue

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Archiviata la pratica Agropoli, il Taranto si appresta a tornare al “Fittipaldi” di Francavilla in Sinni, campo non semplice (ma quale lo è per noi?) dove lo scorso anno i rossoblu ammainarono definitivamente bandiera, abbandonando ogni residua speranza di aggancio alla vetta.

Fu sicuramente un passaggio importante nella crescita di Panarelli come tecnico. Una partita gestita non nel migliore dei modi dalla squadra rossoblu, poco convinta e concentrata, al contrario dell’undici di casa, sulla carta decisamente inferiore, ma che sopperì con la cattiveria agonistica al gap tecnico.

Era un Taranto che aveva un solo risultato a disposizione, ormai più per il blasone che per la classifica. Una squadra che si presentò a Francavilla con le pile già scariche, con la quasi certezza matematica di aver fallito l’obiettivo promozione.

La partita di domenica prossima va inquadrata nel contesto attuale del campionato. Rispetto allo scorso anno l’analogia è solo nell’unico risultato a disposizione, per un Taranto costretto ad inseguire.
Quattro punti di ritardo dal Bitonto a questo punto della stagione possono significare ancora poco. Chi insegue però non ha alternative alla vittoria, se intende recuperare terreno su una battistrada, il Bitonto, che non dà segnali di cedimento.

Il Taranto del Panarelli-bis ha da dimostrare ancora molto: il recupero di elementi importanti capaci di spostare gli equilibri come D’Agostino, Genchi e Oggiano, la rinnovata disponibilità dei vecchi (e vedremo di quanti dei nuovi, nel mercato dicembrino) verso le idee di Panarelli, sono una base importante sulla quale costruire un collettivo che s’imponga finalmente sul campionato.

Panarelli si starà rileggendo la storia della scorsa stagione, con lui anche quei sei-sette reduci, ai quali possiamo aggiungere Genchi, esperto di “vicende tarantine”. Il grande Vujadin Boskov, ad un cronista che gli chiedeva cosa servisse per vincere il campionato, rispose: “basta vincere tutte le partite”.
Probabilmente non sarà possibile, ma la mentalità dovrà essere quella, da qui alla fine.

Fonte foto Antonello Ingenito su Cosmopolismedia

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