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TARANTO MELFI: “LA PARTITA DALLA CURVA”

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Il Taranto risale dopo aver toccato il fondo della classifica, anche se per poche ore. La vittoria del Catanzaro non lascia alternative ai rossoblu se non i tre punti, da raggiungere nonostante il fardello psicologico dell’ultima posizione. La sconfitta di Monopoli, avvenuta in circostanze ancora una volta a metà tra sfortuna e incapacità tecniche, unite ad un inusuale martedì di campionato, scoraggia anche molti abbonati a raggiungere i gradoni dello Iacovone. Il Melfi, peraltro, viene da una striscia di tre vittorie e due pari nelle ultime cinque gare, anche con risultati eclatanti. Ormai ci preoccupiamo di tutti. Sono sicuramente in uno status mentale migliore del nostro. Anche noi, inguaribili ottimisti, ci rechiamo allo stadio consci che potremmo assistere all’ennesima rappresentazione del ‘vorrei ma non riesco’, anche se le ultime prestazioni avrebbero meritato il conforto di qualche punto.

Non c’è fila all’ingresso, ‘meglio, così giocano più tranquilli’ dice un ragazzo che entra un attimo prima di noi. La formazione è quella che avevamo immaginato, compreso la riproposizione di Bobb, e quella di Viola al posto dell’acciaccato Bollino. Nella Sud quattro o cinque tifosi lucani. Ambiente tra il sarcastico e l’indispettito sugli spalti. L’unico che sembra non essersi accorto che siamo ultimi e non vinciamo da settembre è lo speaker, che si becca una serie di improperi per un entusiasmo forse un tantino esagerato alla lettura delle formazioni, da qualche tifoso che si sente un po’ preso per i fondelli. All’ingresso in campo applausi comunque ai 22, e applausi per la curva che non dimentica i fratelli rossoblu scomparsi prematuramente.

Il tifo c’è, non ci sono contestazioni, la squadra va sostenuta. Almeno durante i 90 minuti. Solo qualche coro che richiama i nostri ad un impegno maggiore, tirando fuori gli attributi.
Il Taranto chiude subito il Melfi nella sua metà campo. A tratti arrembante, piace il piglio dei nostri, che denotano però la solita imprecisione, frutto anche dell’ansia da risultato. Solito problema sui corner, con il doppio uomo sulla bandierina, finta e cross, una volta troppo corto, la successiva troppo lungo. Migliora il fraseggio, anche se con un centrocampo ancora non convincente, soprattutto nei giovani Bobb e Paolucci, spesso timidi o confusionari. Nigro e un De Giorgi monumentale sopperiscono alle mancanze dei compagni, oltre a una difesa che appare da subito impenetrabile. Il rientro di Altobello completa il reparto che si conferma il migliore della squadra. Davanti Magnaghi e Potenza molto attivi, un po’ sottotono e defilato Viola. Finalmente un corner calciato bene, ma l’arbitro lo fa ribattere, ovviamente. Bobb stavolta lo calcia basso, ma la palla spizzata con l’esterno da Magnaghi arriva sul secondo palo, dove Altobello solissimo appoggia in rete. Un millesimo di secondo prima di esultare, per quella strana sensazione che ha il tifoso Tarantino che ‘Mo l’annullano…’ Potenza, positivo fino ad allora, si fa male calciando. Si scherza su chi potrebbe entrare. Tra Losicco e Garcia, Prosperi opta opportunamente per il primo, in crescendo sul piano fisico.

La ripresa si apre con un accenno di reazione del Melfi, che però mai arriva al tiro. Il Taranto resta più pericoloso, il palo nega il gol a Losicco e sembra che l’incantesimo non voglia sciogliersi. L’arbitro ci mette del suo per innervosire l’ambiente, sorvolando su falli da cartellino dei lucani e a volte non fischiando evidenti scorrettezze ai nostri danni. Il rigore però lo vede, dopo un discesa di Paolucci, che chiude in crescendo, con cross e girata al volo di Magnaghi stoppata col braccio da un difensore gialloverde. Viola s’incarica del tiro, trasformando di potenza sotto la traversa e scacciando definitivamente gli incubi dei presenti. Il Melfi prova a rientrare in partita, anche grazie a Bobb che perde un paio di palloni pericolosi innescando gli avanti ospiti, facendo perdere la pazienza a molti. Qualcuno in curva lo elegge a giocatore più pericoloso del Melfi. C’è tempo per l’ennesimo palo, questa volta di Viola, anche lui meglio nel secondo tempo. Applausi per Nigro sostituito nel finale da Sampietro, prima del triplice fischio che sancisce una vittoria tanto meritata quanto agognata. Sperando che sia l’inizio di un nuovo corso.

Forza Taranto.

GABRIELE FRANCHINI

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