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TARANTO FC

Taranto Juve Stabia: La Partita dalla curva

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Il Taranto migliore visto in casa dall’inizio del campionato. Pareggio meritato contro una squadra forte, la Juve Stabia, che esce un po’ ridimensionata, certamente per la prestazione gagliarda dei rossoblu.

La formazione è obbligata, Losicco per Nigro, infortunato dell’ultima ora, e 4-2-3-1 dinamico, con Balzano terzino sinistro al posto di Pambianchi, altro indisponibile, difesa completata da Stendardo (capitano), Altobello e De Giorgi. Al centro Sampietro affianca Losicco; Paolucci, Bobb e Viola dietro a Magnaghi. Sugli spalti circa 4000 i presenti, con un centinaio di stabiesi nella Sud. Bellissimo il colpo d’occhio della gradinata inferiore dipinta di rossoblu, commenti positivi tra i tifosi in curva. Atmosfera rilassata, le due vittorie consecutive hanno portato un po’ di serenitá.

Il primo tempo è quasi un monologo del Taranto che sfiora in almeno tre occasioni la rete del vantaggio, con Sampietro, De Giorgi e soprattutto con Viola. La Juve Stabia, forse sorpresa da tanto furore agonistico dei nostri, non perde la bussola e fa comunque vedere a sprazzi bel gioco e spunti individuali interessanti. In particolare bucano spesso sulla nostra sinistra, dove Kanoute più volte salta Balzano, adattato al ruolo. L’incitamento cresce, il Taranto piace, soprattutto per la giusta cattiveria che finalmente si vede in campo. Nel complesso è una bella partita, ma il timore è che non riuscendo a segnare, si possa subire la beffa. ‘È cchiù forte u Lecce’ dice qualcuno. L’impressione è che proprio dal secondo tempo con i salentini si è avuta la metamorfosi dei rossoblu. Grinta e coraggio che avrebbero consentito il pareggio già in quella gara senza la svista arbitrale e poi sei punti in due gare. Ma a Taranto spesso quando si perde siamo scarsi, quando si vince è perché gli altri sono ancora più scarsi di noi….

Il primo tempo finisce ed è bello vedere la curva applaudire Magnaghi al rientro negli spogliatoi. Premiata una grande prova del ritrovato centravanti rossoblu. Nella ripresa ci si attendeva il ritorno delle vespe, e così è stato. Maurantonio salva il risultato in una occasione, ma la gara resta equilibrata e il Taranto corre, come mai in questa stagione. La difesa regge, guidata dal solito gigante Stendardo, e col rientro di Altobello, torna ad essere il bunker di inizio stagione. A destra un De Giorgi in forma strepitosa, e un centrocampo equilibrato e mai in inferiorità numerica rispetto agli avversari, grazie ai ripiegamenti dei tre trequartisti. In particolare Viola e Paolucci macinano chilometri sulle fasce. Migliora anche Bobb, che però non ha ancora trovato la giusta collocazione. Manca il guizzo, lo spunto decisivo. Il risultato resta inchiodato sullo 0-0, il pubblico spinge per la vittoria nel finale, un crescendo di tifo, a sancire la ritrovata sintonia tra squadra e tifosi. Il triplice fischio è salutato da applausi convinti e dal coro ‘ci devi credere’.

Per ora va benissimo così. ‘Se giochiamo così non avremo problemi a salvarci’ è il commento unanime, ma altri spostano già l’asticella e puntano al nono posto (chissà perché il nono poi…).

Gabriele Franchini

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