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IL CLUB

Taranto fuori dall’inferno, la prossima C è una B2

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Domenica si è chiuso un lunghissimo capitolo della storia recente rossoblu.

Con un comunicato stampa a fine giugno 2012, l’ex patron D’Addario informava la città circa la rinuncia all’iscrizione per la stagione successiva. Si apriva così la porta dell’inferno serie D, 9 anni di delusioni cocenti e situazioni paradossali, con un passaggio in C disastroso nel 2017-18, terminato con una retrocessione da ultimi in classifica.

L’esplosione di gioia della tifoseria, le lacrime di molti e la festa spontanea e “fuori categoria” al rientro della squadra domenica sera allo Iacovone, rendono bene il senso di liberazione del popolo rossoblu, acuito dalla sofferenza di quest’ultima fatica col Lavello, decisa a pochi minuti dalla fine dal gol di “Sant’AntonioSantarpia.

L’approssimarsi dei XX Giochi del Mediterraneo che porterà in dote anche la ricostruzione totale del stadio Iacovone, può segnare un punto di svolta per il calcio rossoblu.
In tal senso, la vittoria di Venosa ha tutte le caratteristiche di uno spartiacque, stavolta e per una volta, favorevole alle legittime ambizioni della città.

Sebbene la C non potrà mai essere un traguardo per una città come Taranto che vuole crescere, anche nello sport, l’esperienza degli ultimi interminabili anni ha però portato in tutti la giusta consapevolezza su cosa sia il baratro, quello vero.

Mai più serie D, dunque. Questo dovrà essere il punto di partenza.

D’altronde, alzi la mano chi non ha pensato, riferendosi al prossimo girone C di serie C 2021-22, di trovarsi di fronte ad una sorta di B2.
Una terza serie siffatta segna un solco abissale con il campionato che il Taranto si è lasciato alle spalle con tanta sofferenza.

Un girone che annovera quasi tutte le più grandi piazze del Sud. Il Taranto ne farà parte come neopromossa, appellativo che non rende giustizia ai trascorsi rossoblu, per i quali la prossima sarà la 43ª partecipazione alla terza serie.

Un campionato da affrontare con la stessa competenza e tanta voglia di far bene avuta quest’anno, ma col vantaggio di non aver l’obbligo di vincere.

Perché, per il momento, ci basta essere fuori dall’inferno.

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