Breaking
Ad
Ad
Ad
IL CLUB

Taranto, al via una lunga estate di lavoro e riflessioni

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Tra le questioni l’ampliamento della base societaria

Fonte Mimmo Frusi per CosmoPolisMedia.it

Il periodo estivo nel calcio è, per antonomasia, quello della programmazione, rappresenta quel lasso di tempo propedeutico alla programmazione della stagione successiva, partendo da una attenta analisi delle esperienze maturate durante quella appena conclusasi.

Nell’arco della centenaria storia del pallone a tinte rossoblu, spesso la bella stagione ha portato in dote ansie, paure, improvvisi bubboni, talvolta sfociati nel dramma sportivo e non. Estati calde, diventate roventi tra rincorse ad iscrizioni, fallimenti più o meno annunciati e valzer infiniti di nomi, reali o meno, di imprenditori interessati a dare un “futuro migliore” al Taranto.

L’inversione di marcia degli ultimi anni, ci ha regalato riposi più o meno tranquilli, da assaporare sotto l’ombrellone. In spiaggia a si parla di calcio, di trasferimenti, di ritiri estivi e di aspettative. Un lusso da queste parti. Normalità da altre.

L’ultimo Taranto, reduce da un campionato concluso con una salvezza tanto agognata, quanto meritata e figlia di un girone di andata fantastico, avrà a disposizione un lungo periodo di riflessione visto che la regular season, terminata ad aprile, vedrà quattro mesi di sosta prima della riapertura delle ostilità.

Lungo periodo per riflettere, programmare e agire, anche se in casa rossoblu i movimenti sono iniziati prima dell’ultimo triplice fischio finale di stagione con il tanto discusso esonero del DS Montervino. Tanti i nomi sul tavolo del Presidente pronti a sostituire l’ex capitano del Napoli e della Salernitana che tanto bene ha fatto, numeri alla mano, in questo biennio sportivo in riva allo Ionio, anche se la soluzione interna con la promozione di Sapio in prima squadra sembra la più papabile anche in termini meramente economici.

Ma su cosa la società rossoblu dovrebbe riflettere e focalizzare le proprie attenzioni nei prossimi mesi?

Beh, sicuramente un aspetto è l’ampliamento della base societaria. Creare un organigramma più corposo nei numeri e con le figure chiave che possano essere supportate in maniera costruttiva. Servirebbe come il pane la figura di un direttore generale che faccia da scudo alla proprietà, quando c’è da farlo, e che curi i rapporti con le altre realtà sportive locali e non. Servirebbe implementare la compagine dell’area marketing. Affidarsi a professionisti del settore che abbiano contezza degli umori, dei caratteri e delle ambizioni della piazza ma anche dell’appeal che, miracolosamente oseremmo dire, il nome e la maglia del Taranto continuano ad avere in città e fuori i confini cittadini; le stesse figure dovrebbero essere messe in condizione di operare autonomamente o quantomeno di spronare la proprietà nella direzione di quelle iniziative volte a creare empatia tra la squadra di calcio e la città, che ancora una volta ha dimostrato, che davanti ad un campionato importante, sarebbe capace di rispondere presente, come forse nessuna realtà della terza serie.

Bisognerebbe maledettamente continuare il lavoro di comunicazione faticosamente intrapreso negli ultimi anni, creando un gruppo comunicazione (addetto stampa, addetto ai social, grafici etc…) che informi gli addetti ai lavori costantemente sulla situazione della squadra e che al contempo svolga quella “operazione simpatia” e faccia da collante tra tifoseria e società. Bisognerebbe in primis scendere dal piedistallo e far capire che si ha l’onore ma anche l’onere di gestire un patrimonio della comunità, quale una squadra di calcio di una delle città più popolose del sud Italia. Qualche consiglio ogni tanto bisogna ascoltarlo, così come è fondamentale accettare le critiche e le contestazioni che ci sono ovunque, e da sempre nel mondo pallonaro.

La mia, non vuole essere un monito, ma assume i contorni di un suggerimento. Facile sparare sentenze da esterni al contesto societario, ma il messaggio che si vuole far passare è che questo Taranto sia un bene di tutti: tifosi, giornalisti e sostenitori vari che vantano nei confronti di quei colori un credito infinito, un credito maturato a causa di tante, troppe delusioni che hanno ridotto ai minimi termini la pazienza di aspettare tempi migliori. Intendiamoci.

La serie C, ad oggi, visto il tessuto politico e socio-economico rispecchia in toto il nostro territorio ma quando il tifoso, il giornalista, il semplice appassionato smetteranno di volere di più allora signori, potremo davvero chiudere la baracca e dedicarci ad altri sport. Il curling quello è un bello sport, ma ci mancano le strutture, oddio le strutture mancano anche per fare calcio vero, si vabbè quello però è un altro lungo e forse noioso discorso.




Write A Comment