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Spazio amarcord: Giorgio Roselli…il capitano!

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Arrivò a Taranto dal Bari, nell’affare che portò Maiellaro alla corte di Matarrese. Era l’estate del 1987. Due miliardi di lire e i cartellini di Roselli e Gridelli, quest’ultimo già in prestito al Taranto. La cessione più remunerativa di sempre nella storia dei rossoblu.
A Taranto però fu protesta clamorosa, Maiellaro, accostato alla Roma per tutta l’estate, fu ceduto al Bari. Una pugnalata al cuore dei tifosi che sognavano la serie A dopo lo spareggio di Napoli.
Arrivò così senza che nessuno se ne accorgesse, a trent’anni, accompagnato da voci che lo definivano rotto, vecchio, un giocatore sul viale del tramonto, comunque non all’altezza di sostituire il Maradona dello Jonio.

In effetti Giorgio Roselli non era per caratteristiche paragonabile a Maiellaro, il cui ruolo fu poi coperto da Dalla Costa. Lui era una mezzala arcigna, combattiva, dal piede comunque educato e con il vizio del gol. Un numero 8, quando i numeri non si davano a caso. La carriera parlava per lui, dopo una serie A assaggiata con l’Inter con cui vinse la coppa Italia nel ’78, passò alla Sampdoria in B, quattro anni da titolare culminati con la promozione in serie A. Poi Bologna Pescara e appunto Bari, sempre in B. Tutte piazze che puntavano alla promozione. Una parabola che comunque sembrava discendente, ma Taranto presto si accorse di lui.

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Roselli oggi, tecnico del Cosenza.

 

 

Il campionato non iniziò benissimo né per il Taranto né per lui, spesso fuori o in panchina alla ricerca della forma migliore. Il Taranto di Pasinato arrancava, una sola vittoria, col Messina in 13 gare e contestazione contro la proprietà dell’allora ing. Vito Fasano. Fino a quella gara con la Sambenedettese allo Iacovone. Entrato a dieci dal termine con i nostri sotto per 1-0, firma il gol del pari, il primo in maglia rossoblu. Alla fine i gol saranno 10, gli stessi di De Vitis, tra cui le doppiette alla Triestina (due volte) e al Lecce, il gol alla Lazio e il gol salvezza con il Padova alla penultima.

La stagione successiva fu amara, iniziata bene ma terminata con una retrocessione forse evitabile, figlia soprattutto di un rapporto ormai logoro tra tifosi e società.
Giorgio, amato dal pubblico, fu uno degli ultimi a mollare, assicurò il suo bottino di gol (6) e decise di restare in C1 per tentare subito la risalita col nuovo Taranto targato Carelli.
Il 1989-90 fu annata straordinaria. Roselli condusse da capitano il Taranto di Clagluna in B, con un turno d’anticipo e record di punti. I rossoblu misero in fila Salernitana, Casertana, Casarano e il sorprendente Giarre di Nicoletti. Nella gara casalinga vinta 2-1 contro la Ternana e che sancì la promozione davanti a 30 mila spettatori, fu suo il gol del 2-0, dopo l’iniziale vantaggio su rigore di Coppola. Il commiato ideale.

In totale 91 presenze in tre stagioni condite da 19 reti, per uno dei calciatori più amati dai tifosi del Taranto, uno che sapeva giocare al pallone e che sudava la maglia. Uno da Taranto.

CLICCA SUL LINK PER VEDERE IL VIDEO: TARANTO TERNANA (2-1) DEL 27 maggio, 1990

di GABRIELE FRANCHINI

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