Breaking
Ad
Ad
Ad
AMARCORD

Roselli: “quel Taranto troppo forte, non ce n’era per nessuno”

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

27 maggio 1990, Taranto-Ternana 2-1 sancisce il ritorno in B dei rossoblu dopo un solo anno di purgatorio in C1. Autore del secondo gol che regala la certezza della promozione il capitano di quella squadra, Giorgio Roselli. Per lui 3 stagioni al Taranto, 2 in B ed una, trionfale in C1, con 91 presenze e 19 gol.

-Buonasera mister, oggi sono trent’anni da quel gol…

“Eh sì, eravamo tutti più giovani. Un ricordo indelebile, con quella vittoria arrivò la matematica promozione in B, c’erano 30mila persone allo stadio in un clima straordinario. Fu una stagione nella quale siamo stati quasi sempre in testa, facemmo il record di punti, non ce n’era per nessuno. Era una squadra fortissima, più forte di quella che l’anno prima retrocesse dalla B.”

-L’anno prima appunto il Taranto retrocesse, cosa ti spinse a restare anche in C?

“Taranto era una città attaccatissima alla sua squadra. A tal proposito voglio raccontare un aneddoto: giocammo in casa una delle ultime partite, eravamo già praticamente retrocessi, nonostante tutto dopo la gara trovai dei ragazzi ad aspettarmi fuori dallo spogliatoio, erano là non per contestare ma mi abbracciarono e mi chiesero una maglia. Fu uno dei motivi per cui restai a Taranto anche se avevo offerte dalla B. Poi Carelli decise di tenere i migliori anche in C, come Spagnulo, D’Ignazio, Brunetti.

-Sei stato capitano di quella squadra ed idolo dei tifosi rossoblu. Eppure quando sei arrivato non è stato subito così…

“Arrivai a Taranto nell’affare che portò Maiellaro al Bari. Non mi voleva nessuno, dicevano che ero rotto, anche se a Bari avevo saltato il finale di stagione solo per una frattura al polso. Avevo 30 anni e dovevo sostituire un ragazzo che era l’idolo della tifoseria.”

-Eppure la carriera parlava per te, avevi giocato tanti anni alla Sampdoria, oltre che nell’Inter

“Era quello che sosteneva il presidente Fasano, io sapevo che non dovevo dimostrare nulla, ma Pasinato, che era un allenatore ed uomo eccezionale, dopo la prima partita persa 3-0 a Udine, mi disse che non avrei più giocato fino al termine del mercato di ottobre e che sarei tornato in campo se fossi rimasto. Così mi ributtò in campo nella partita contro la Sambenedettese, perdevamo 1-0 in casa, entrai e feci il gol del pari. Da quel momento cambiò la storia. Una storia che racconto sempre ai ragazzi che alleno. Il calcio è straordinario per questo.”

-In seguito di gol ne hai fatti abbastanza in rossoblu, molti importanti, come i due alla sorpresa Giarre di mister Nicoletti.

“Si ricordo una doppietta a Lecce (2-2 ndr), un’altra a Trieste quando vincemmo 6-4, oltre a quello già citato contro la Ternana. Ricordo quando andammo a giocare a Giarre, fu la prima ed unica volta in carriera che giocai su un campo in terra battuta…”

-Un campionato che il Taranto vinse in un girone che comprendeva Palermo, Salernitana, Perugia, Catania, Ternana, Casertana, davvero tostissimo…

“Ma anche adesso il girone del Sud è pieno di piazze importanti e calorose. Manca solo il Taranto in realtà, ed è un peccato. Spero di vedere presto i rossoblu di nuovo almeno in C.”

-A fine stagione e a campionato vinto sei andato via. Perché non sei rimasto in B?

“Fu una decisione presa dalla società prima che finisse il campionato. Via io e Clagluna. Sarei rimasto, avevo un altro anno di contratto, tant’è che rimasi 4 mesi fermo. Poi si presentò l’Arezzo in C1 e l’Alessandria in C2. Con mia moglie decidemmo di avvicinarci a casa (Genova, nds) e così scelsi Alessandria, dove vinsi la C2 e giocai un altro anno in C1 prima del ritiro.”

-Si parla insistentemente di riforme, tu come la vedi?

“Penso che la C dovrebbe tornare a 2 gironi nord-sud, magari col semiprofessionismo. Poi la D. Credo che la riforma importante dovrebbe essere nella gestione delle risorse. Una società che spende soldi che non ha è destinata a fallire. Partiamo da questo, poi torniamo anche al merito, gioca chi è più bravo, allena chi è più preparato e dimostra di essere all’altezza. Inoltre le società senza pubblico e stadio dovrebbero stare tra i dilettanti, come si fa a fare calcio con zero introiti? Tra i professionisti solo società di città importanti e stadi veri.”

-Accetteresti di allenare il Taranto, magari in C?

“Certo che tornerei a Taranto, sarebbe bellissimo. Chiaramente tutto sarebbe legato a chi gestisce ora la società…”

Write A Comment