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CALCIO

Riforma dei campionati, punto di situazione

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In stand-by “le trattative” per la riforma dei campionati. Infatti di trattativa si tratta, dato che le parti in causa puntano tutte ad ottenere il massimo possibile da questa ennesima sforbiciata al calcio professionistico, che dovrebbe portare le squadre delle prime 3 serie (o 2 a seconda della riforma) a 60 in luogo delle 100 attuali.

Il nodo è sempre lo stesso, il vil denaro delle TV, da spartirsi tra le tre leghe, con la C che recita suo malgrado la parte della palla al piede dell’intero sistema. Una categoria dai costi insostenibili che miete vittime ogni anno al momento delle iscrizioni, con penalità frequenti durante la stagione per inadempienze con i tesserati.

Da qui l’idea di eliminare completamente il problema, declassando la C a livello dilettantistico e di fatto inglobarla nella Lega Dilettanti di Cosimo Sibilia. Per accontentare i clubs più forti economicamente della categoria, ecco a corredo l’allargamento della serie B a due gironi nord-sud da 20 squadre ciascuna, in modo da arrivare al fatidico numero limite di 60 squadre professionistiche.

Con buona pace di Francesco Ghirelli che ovviamente punta i piedi e continua ad escludere cambiamenti di status, anche se la situazione della Lega Pro sembra ormai compromessa. Un Ghirelli impegnato a salvare una categoria storica dal declassamento e che potrebbe accettare la “via di mezzo” della C unica con 20 squadre, soluzione che eviterebbe la sparizione della Lega Pro, con il vantaggio di creare un campionato che potrebbe essere anche più “blasonato” della serie B, sempre se a parteciparvi fossero le big storiche del calcio di provincia.

In tal caso si renderebbe necessario l’istituzione di una categoria cuscinetto tra la C e l’attuale D, una “D d’élite” a tre gironi che comprenderebbe le 40 squadre rimanenti della C più 20 provenienti dalla D.
Non ci sentiamo di escludere, tuttavia, nuovi colpi di scena, come ad esempio una soluzione che preveda un’ulteriore “via di mezzo” che riduca la C solo di un girone ritornando ad un format stile vecchia C1. E la conseguente riduzione dell’area professionistica ad 80 società.

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