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SERIE C

Riforma dei campionati, due ipotesi sul tavolo

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Riforme sì, riforme no. Ma anche quali riforme.

La possibilità di cambiare i format dei campionati resta in piedi, anche se appare difficile si possa procedere già da questa estate.
L’idea di base resta quella di ridurre le squadre professionistiche, dalle 100 attuali a 60.

Le ipotesi più gettonate restano due:
-la prima sarebbe un un allargamento della serie B, strutturandola su 2 gironi da 20 squadre, mentre la C resterebbe a 3 gironi ma con lo status di dilettantismo.

-la seconda ipotesi, che si sta riaffacciando nelle ultime ore, è quella di creare una “super” C ad un girone da 20 squadre, con le altre 40 che “retrocederebbero” in un remake della vecchia C2, con 2 gironi da 18 o 20 squadre, da inquadrare come semiprofessionismo, o forse 3 gironi, ripescando a completamento organici qualche big della D non promossa sul campo.

In entrambi i casi, sembra difficile e complicato individuare le società aventi diritto a partecipare ai vari campionati, dato che facendo leva sulle classifiche, si lascerebbero fuori alcuni clubs storici attardati in classifica a favore di piccole realtà che bene hanno fatto in campionato quest’anno, almeno fino allo stop per la pandemia.

Inoltre, come sarebbe giustificabile, nell’ipotesi di una C d’élite, retrocedere d’ufficio 40 squadre (comprese le 9 neopromosse dalla D) che hanno guadagnato sul campo il diritto a partecipare alla terza serie?
Facile pensare che alla fine si opterà per lo slittamento di un anno di qualsiasi progetto di riforma.



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