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Picerno-Bitonto e… altre storie di fine stagione

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La vicenda Picerno-Bitonto registra oggi un nuovo, importante capitolo. 11 tesserati, tra cui il DG del Picerno Mitro, più 3 società (Picerno, Bitonto e Potenza) rinviati a giudizio dalla Procura Federale a vario titolo per la presunta combine del 5 maggio 2019. Tra loro l’ex ds del Taranto, Vincenzo De Santis, all’epoca tesserato per il Potenza.

Cosa succederà adesso? Difficile dirlo. Una cosa è certa, la lentezza dell’inchiesta che ha portato al rinvio a giudizio a distanza di 14 mesi dal presunto misfatto. Una situazione che, nel caso dovessero essere accertate le colpe degli indagati, potrebbe avantaggiare qualcuno che, all’epoca dei fatti, nulla aveva a che fare con gli eventi.

Gianluca di Marzio lancia dal suo sito l’ipotesi Foggia in C, nel caso che il Bitonto fosse condannato alla retrocessione a tavolino.
Una situazione non completamente irrealistica. È vero che in questi casi, le società condannate per responsabilità diretta vengono retrocesse all’ultimo posto nell’ultimo campionato disputato. E sarebbe questo il caso del Bitonto, che rischierebbe la retrocessione in Eccellenza, poche settimane dopo la promozione (anche questa a tavolino) in serie C. È chiaro che a spuntarla sarebbe la seconda classificata, il Foggia per l’appunto.
C’è un precedente simile: Savona-Teramo del 2 maggio 2015, gara terminata 0-2 con promozione in B per gli abruzzesi. La combine svelata in seguito per favorire il Teramo portò in secondo grado alla revoca della B per gli abruzzesi, che restarono in C con una penalizzazione di 6 punti, “mitigando” la condanna in primo grado che prevedeva la retrocessione in D per entrambe le società.

Il precedente resta simile però solo nelle dinamiche, non certo nella tempistica. Nel 2015 le intercettazioni portarono a due giudizi entro l’inizio della stagione seguente, a beneficio dell’Ascoli promosso in B al posto degli abruzzesi. Anche nei più famosi Genoa-Venezia 3-2 di B del 2005 e Bari-Lecce 0-2 di A del 2011 la Giustizia Sportiva fu celere nell’arrivare ad un giudizio. In entrambi i casi fu C a tavolino per Genoa e Lecce.

Ci sono anche gli episodi che vedono protagonista il Taranto: Trapani-Casertana 0-1 del maggio del 1969, che portò alla penalizzazione dei campani ed alla promozione in B del Taranto; Taranto-Padova 1-2, ultima di campionato di serie B 1984-85, illecito che causò la retrocessione in C1 dei veneti ed alla squalifica pluriennale di 5 giocatori rossoblu.

Il caso più vicino in quanto a tempistiche dilatate è certamente Potenza-Salernitana 0-1 del 2008, con sentenza definitiva che arriverà addirittura due anni dopo e che portò all’esclusione immediata dei lucani dal campionato di C1 del 2009-10, mentre la Salernitana se la cavò con un -6 ininfluente su di una classifica di B che la vedeva già ultimissima e spacciata.

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