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CALCIO

Pazzesco River! Vince in Libertadores con un centrocampista in porta

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Rosa decimata dal Covid e quattro portieri indisponibili: gli argentini vincono mettendo tra i pali il 35enne Perez. Steso l’Independiente con solo 11 giocatori a disposizione

Fonte gazzetta.it

Una serata memorabile, condita da un successo che sa tanto d’impresa. Il River Plate scrive una delle pagine più incredibili della sua storia superando l’Independiente Santa Fe senza un portiere di ruolo e con appena 10 giocatori a disposizione, tra cui due debuttanti direttamente dal vivaio. Protagonista assoluto il 35enne centrocampista Enzo Perez, schierato eccezionalmente tra i pali per l’indisponibilità di tutti e quattro i portieri iscritti, vittime del maxi focolaio che nell’ultima settimana ha messo k.o. ben 20 elementi lasciando il tecnico Gallardo con gli uomini contati. Di Angileri e Alvarez le reti del 2-1 finale che proietta il River a un passo dalla qualificazione agli ottavi di finale, ma tutti i riflettori sono stati per il veterano centrocampista immolatosi tra i pali.


L’IMPRESA

Con una rosa decimata da infortuni e contagi, senza la possibilità di effettuare nemmeno un cambio per mancanza di giocatori e con un Perez dirottato tra i pali, il River Plate sembrava destinato al ruolo di vittima sacrificale contro un avversario obbligato a vincere per nutrire ancora qualche speranza di qualificazione. Non a caso le principali agenzie di scommesse avevano addirittura sospeso le puntate 24 ore prima del calcio d’inizio. Anche perché il prescelto di Gallardo per vestire i panni del portiere improvvisato si trascinava un infortunio muscolare che, di fatto, gli avrebbe impedito di giocare nel suo ruolo abituale. Invece al Monumental si è consumata l’impresa, merito di un fulmineo uno-due nei primi 6’ e di una strenua resistenza intaccata solo al 73’ dall’ininfluente rete ospite di Osorio, su cui peraltro Perez non ha avuto responsabilità

DECISIVO

Il 35enne centrocampista ha dimostrato nervi saldi e riflessi pronti, rivelandosi inaspettatamente all’altezza dell’ingrato compito. L’attenta difesa dei compagni e la scarsa consistenza dell’attacco rivale ne hanno agevolato il compito, ma Perez ci ha messo del suo facendosi trovare pronto nelle poche volte in cui è stato chiamato in causa, una decina in tutto nell’arco dei 90’. Poi l’abbraccio liberatorio con tecnico e compagni per un successo dal sapore storico.

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