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TARANTO FC

Pagni, il cambio di rotta e il caos Taranto

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Dopo una ridda di nomi più o meno verosimili, Giove ha sorpreso tutti incontrando Danilo Pagni a cui dovrebbe conferire l’incarico di Ds per i prossimi tre anni.

L’incontro con Danilo Pagni, potrebbe essere il segnale di un cambio di rotta netto verso il recentissimo passato, con la poltrona di direttore sportivo spesso occupato da personaggi non all’altezza della piazza se non addirittura vacante.

A Pagni riconosciamo il curriculum adeguato per chi sceglie di misurarsi con il “casus” Taranto, piazza che di dilettantistico ha solo la categoria (cit. Massimo Giove).
Inoltre è da sottolineare una certa empatia dell’ex ds (anche) rossoblu verso Taranto ed i tarantini, qualità fondamentale per chi vuole fare calcio in una città problematica e frustrata da anni di insuccessi come quella ionica.

La palla resta in mano al presidente: Pagni ha fondamentalmente chiesto carta bianca ed un progetto a medio termine. Se l’accordo ci sarà, Pagni avrà il mandato per la scelta del tecnico e la costruzione della rosa.
Non saranno ammesse interferenze.

Insomma, Pagni sembra l’identikit giusto per il Taranto, una garanzia per la tifoseria che non si verifichi lo stesso scempio visto quest’anno: difficile che accetti compromessi con la proprietà, anzi impossibile. E soprattutto, dopo l’incontro documentato e pubblicizzato con Pagni, ogni altro mome accostato al Taranto in precedenza assume la caratteristica del ripiego.

Intanto continuano le dichiarazioni dei calciatori rossoblu, di parere contrastante tra loro, a volte in antitesi. Mentre Manzo (Luigi) ha aperto una breccia nel muro di omertà sulla reale situazione nello spogliatoio, dichiarando quello che si vedeva pacchianamente anche dall’esterno, Oggiano attacca Ragno reo di averlo fatto giocare terzino, mentre Genchi ha parole al miele verso l’ex (anche suo) tecnico del Potenza, imputando alla posizione in campo con Panarelli in panchina, la sua scarsa vena realizzativa. Panarelli che, in una conferenza stampa del gennaio scorso, in coppia con Genchi, negava, a domanda specifica, che la posizione del centravanti barese fosse troppo decentrata.

Lo stesso Ragno è tornato a parlare, stigmatizzando l’atteggiamento di alcuni giocatori, interessati a suo dire più a sé stessi che al bene comune. Mentre Galdean (si c’era anche lui, ce n’eravamo scordati) ha riferito di un dicembre in cui non si capiva né capa né coda.

Insomma, il caos.

Tutti gli intervistati però hanno dichiarato di voler restare in rossoblu, anche i Guaita, Matute, Benvenga e Manzo (Stefano), che si candida a capitano.
Un gruppo disomogeneo e disunito che ha portato un risultato disastroso oltre ogni immaginazione e del quale potrebbero restare in pochissimi, soprattutto se si dovesse concretizzare l’ingaggio di Danilo Pagni.


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