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TARANTO FC

Pagelle finali: attaccanti, mister e società

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Favetta 6,5
Poteva essere la stagione della consacrazione. Invece è mancato qualcosa. Lotta come un toro ma spesso non inquadra la porta.
Tredici reti sono un buon bottino, non ottimo. Se aggiustasse la mira sarebbe devastante.

Diakite 4
Nullo, poi infortunato. Via a dicembre al Savoia, dove improvvisamente si risveglia dal letargo e realizza 11 gol…

Croce 6
Primo rinforzo d’attacco di dicembre. Non è mai stato un gran cannoniere, ma il suo lo fa, anche partendo dalla panchina.

Roberti 5,5
Appena arrivato fa subito due gol di pregevole fattura. Poi paga una forma non perfetta ed il modulo ad una sola punta. Si perde nel turn-over con gli altri, arretrando nelle preferenze di Panarelli.

Esposito V. 5,5
Doveva essere il valore aggiunto. Fa vedere cose egregie palla al piede e non disdegna il ripiegamento ad aiutare i compagni. Apporto a volte effimero e fine a se stesso, gli infortuni fanno il resto.

Oggiano 6,5
Ha qualità impressionanti a campo libero. Ma il Taranto spesso ha trovato avversari arroccati in difesa. Lottatore indomito, ha realizzato un buon bottino di reti da esterno d’attacco, oltre ad altrettanti numerosi assist per le punte. Nervoso nel finale di stagione, comunque il migliore del blocco ex-Cavese.

Di Senso 5,5
Ad inizio stagione sembrava avere una marcia in più rispetto agli altri. Poi si spegne quasi improvvisamente, anche per problemi familiari seri. Nel finale di campionato si riprende, ma ormai è troppo tardi per lui e per il Taranto.

Salatino 5,5
Si alterna con Squerzanti nella prima parte di campionato in cui realizza un paio di reti decisive. Poi il percorso di crescita rallenta, ha una flessione evidente che sfocia in prestazioni quasi sempre anonime. Le qualità si sono viste, forse è mancata una convinzione maggiore nei propri mezzi.

D’Agostino 7,5
Una spanna su tutti. Non solo come giocatore. Sfiora il titolo di capocannoniere pur non essendo un centravanti. Tiene in piedi la stagione con le sue intuizioni ed i suoi gol. Due reti anche nei playoff.
Poteva fare di più? Certo. Qualche gol ancora su punizione, per esempio.

Squerzanti 5
Under classe 99, esterno d’attacco, nella prima parte della stagione gioca spesso facendo vedere anche buone cose sul piano del palleggio. Ma non incide praticamente mai e viene ceduto.

Ancora 5
La brutta copia del Cristiano delle due annate precedenti. Era sulla lista dei partenti forse già dall’arrivo di Panarelli. Questo avrà inciso certamente.

Panarelli 6+
Il finale di stagione del Taranto vanifica una grande rimonta culminata con le vittorie contro Bitonto, Cerignola e Savoia. Durante quel periodo Panarelli ha spesso azzeccato la mossa vincente, sia con moduli iniziali che con i cambi in corsa, facendo ricredere una piazza scettica nei suoi confronti. Tiene tutti sulla corda ruotando l’intera rosa, ma proprio quando sembrava girare tutto per il verso giusto, la squadra incappa in un periodo di flessione psicofisica, soprattutto in trasferta.
La sconfitta di Gravina il momento decisivo del campionato. Da lì in poi sbaglia qualche mossa cercando il risultato pieno, ma il gruppo sembra crederci sempre meno. Un gruppo che ha mollato proprio nel finale su campi e con avversari tecnicamente inferiori.

La società 5
Stagione partita ad handicap per scelte societarie errate e di cui bisogna far tesoro se si vuole realmente abbandonare la serie D. Le scelte iniziali (Cazzarò confermato dopo il fallito assalto a Ragno) mercato non affidato ad un ds, l’esonero del tecnico alla vigilia del campionato, una serie di approcci falliti nel ruolo di prima punta (Olcese, Santaniello, Piovaccari, Lattanzio, Patierno, Vazquez) una rosa risicata e con qualche buco in organico, l’ingaggio di Panarelli che lavora con una squadra non costruita da lui. Va riconosciuto lo sforzo fatto a dicembre per cercare di rinforzare la rosa, anche se non tutti i nuovi hanno inciso particolarmente. Insomma parecchi errori d’impostazione già all’alba della stagione che hanno pregiudicato in buona parte il raggiungimento dell’obiettivo.

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