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Nuovo Iacovone, pensare in grande si può, anche nel calcio

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A seguito della messa in sicurezza della copertura della tribuna, il sindaco Melucci ha manifestato l’intento di mettere mano allo “Iacovone” per un restailing totale dell’impianto, in vista dei prossimi Giochi del Mediterraneo del 2026.

Un’occasione unica per la città di dotarsi di un impianto all’avanguardia, in linea con la nuova concezione degli stadi moderni, intesi come centri attrattivi 7 giorni su 7.

Lo Iacovone, tempio del tifo rossoblu, è ormai vetusto anche per l’incuria in cui ha versato per decenni, nei quali ha solo ricevuto interventi manutentivi straordinari o comunque obbligatori rispetto alle normative sulla sicurezza negli stadi.

Uno stadio che resta bellissimo, anche se non più fruibile per circa metà della capienza, soprattutto se paragonato a taluni impianti di società che fanno attualmente la serie A o lo B e che per tale motivo avrebbe meritato una società cittadina all’altezza, non solo della struttura, ma anche di una città importante qual è Taranto e della tifoseria tarantina.

Il declino del club rossoblu, il cui ultimo anno in serie B risale ormai a 28 anni fa, ha contribuito alla mancanza di attenzione verso lo Iacovone da parte delle politiche comunali, con i vari governi cittadini che si sono limitati a lavori di adeguamento alle normative per l’ottenimento dell’agibilità della struttura.

I Giochi del 2026 rappresentano un’occasione unica per dotare la città di un impianto moderno e funzionale: circolano già sul web alcune ipotesi avveniristiche sul “nuovo” Iacovone. L’indicazione di massima l’ha data lo stesso Melucci: sarà uno stadio con una capienza inferiore all’attuale (18 mila posti circa) probabilmente a copertura totale e licenza UEFA, con all’interno negozi, palestre e strutture ricettive.

Un impianto che potrebbe essere costruito con l’intervento dei privati, i quali se ne accollerebbero i costi o parte di essi, a fronte di una concessione pluriennale dello stesso.
Tutto bellissimo, mancherebbe solo una cosa: una prima squadra cittadina all’altezza di stadio, città e tifoseria, definitivamente fuori dal dilettantismo e con una società che progetti traguardi mai raggiunti dal club rossoblu.

Taranto, città ricca di storia, bellezze artistiche e naturali, sembra risvegliarsi dal suo proverbiale torpore, riscopre (finalmente) le sue potenzialità, soffocate da decenni di colpevole pressapochismo e menefreghismo, nei quali tutti, ma proprio tutti, ci sono passati davanti, nel calcio come nelle questioni politiche ed economiche.

Sognare in grande si può, pensare ed agire in grande è il salto decisivo che Taranto ed i tarantini che contano (e decidono) devono fare, anche nel calcio.

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