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Tre rigori in uno, Muro regala lo spareggio

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Piacenza, stadio Garilli, 14 giugno 1992.
Il Taranto è reduce da una vittoria casalinga sul Pescara neopromosso in A che ha riacceso la speranze di salvezza.

Davanti ai rossoblu l’ostacolo Piacenza per l’ultima di campionato: serve solo un successo, confidando sui risultati delle altre. La classifica vede un ammucchiata incredibile in zona retrocessione, col solo Avellino già matematicamente retrocesso e 5 squadre a 33 punti, Palermo, Casertana, Messina, Venezia e Taranto. Un punto più su il Modena, a 35 Lecce e Padova.
Facile ipotizzare una coda-spareggio.

L’ultimo turno, oltre al Taranto impegnato sul campo del Piacenza già salvo, vede il Venezia in casa contro il già retrocesso Avellino, Casertana in casa contro un Bologna senza assilli di classifica, stessa cosa per il Palermo contro la Lucchese. Scontro diretto invece tra Modena e Messina, Lecce in casa contro il Cosenza a cui serve una vittoria per sperare nella A, Padova in trasferta a Pescara.

E, con un finale al cardiopalma siffatto, non poteva mancare l’episodio thrilling per i rossoblu: scorre il 9′ del primo tempo quando Turrini viene atterrato in area da Di Cintio del Piacenza, l’arbitro concede il rigore che Ciro Muro s’incarica di trasformare… per tre volte.
Infatti dopo la prima conclusione perfetta a fil di palo, l’arbitro Nicchi di Arezzo (attuale presidente AIA), complice l’ingresso in area di qualche giocatore, ordina la ripetizione del tiro. Sulla seconda battuta, uguale alla prima, Davide Pinato (ex Milan, Atalanta e Sampdoria in A), para il tiro, ma Nicchi fa ripetere ancora. Terzo tiro per Muro che stavolta realizza sempre sullo stesso lato, alzando la battuta e infilando Pinato a mezz’altezza, colpendo il palo interno.

Da lì in poi poco o nulla, se si eccettua qualche conclusione dell’ex De Vitis. L’attenzione dei numerosi tifosi rossoblu presenti e di quelli rimasti a casa era tutta rivolta ai risultati degli altri campi.
Alla fine, in C retrocessione diretta per il Messina battuto a Modena, a cui si aggiunse il Palermo, giù per la peggiore classifica avulsa a 4, col Venezia salvo per la stessa ragione e Taranto allo spareggio con la Casertana.

Una circostanza, quella del rigore battuto tre volte, che si ripete ciclicamente nella storia del Taranto: in Taranto-Brescia 1-1 del 7-2-1971, dopo il gol al 37′ di Canzi per i lombardi, al 90′ arrivò pareggio rossoblu su rigore di Colautti, dopo che i primi due furono calciati da Romanzini, il quale, dopo aver segnato il primo e sbagliato il secondo, decise di cedere il tiro a Colautti, forse per non dare vantaggi al portiere ospite Cipollini; in San Marino-Taranto 3-3 del 29-10-2006, il rigore del momentaneo 2-2 fu calciato 3 volte da Sandro Ambrosi, che realizzò per tutte e tre le volte, con il suo inconfondibile stile nel calciare.

Di seguito il tabellino della partita. In basso il servizio RAI della gara tratto da YouTube

Piacenza:
Pinato; Chiti, Di Bin, Brioschi (20′ Papais), Di Cintio (58′ Inzaghi), Lucci, Di Fabio, Madonna, De Vitis, Moretti, Piovani.
A disposizione: Bonifacio, Attrice e Cappellini.
Allenatore: Cagni.
Taranto:
Ferraresso; Cavallo, D’Ignazio, Marino, Brunetti, Enzo, Turrini, Ferazzoli, Lorenzo, Muro (87′ Zaffaroni), Soncin (70′ Mazzaferro). 
A disposizione: Bistazzoni, Fresta e Pisicchio. 
Allenatore: Vitali.
Arbitro: Nicchi di Arezzo.
Marcatore: 11′ (rig.) Muro.
Ammoniti: Cavallo, Mazzaferro e Ferazzoli
Spettatori 5mila circa di cui circa 1500 provenienti da Taranto.


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