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TARANTO FC

Montervino Ds, a breve l’ufficialità

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Tutto ok per il ritorno di Francesco Montervino come nuovo Ds rossoblu per la stagione 2020-21.

Per Montervino è la terza volta da Ds del Taranto dopo le esperienze del 2014-15 con
Domenico Campitiello presidente e 2015-16 col duo Bongiovanni-Zelatore alla guida della società.
In entrambi casi il Taranto ottenne il secondo posto finale in campionato con Montervino che non riuscì a terminare la prima stagione per incomprensioni con la proprietà. Ripercorriamo il cammino del Taranto nelle precedenti due esperienze di Montervino.


Fu proprio Montervino a proporre a Domenico Campitiello l’investimento nel Taranto post-Nardoni, con l’imprenditore campano che gli affidò la costruzione della squadra. L’estate partì tra lo scetticismo generale dovuto alle vicende societarie che vanificarono il (molto) probabile ripescaggio e dall’addio di Hernan Molinari, sostituito da Giuseppe Genchi, sconosciuto ai più ma che si rivelò in seguito giocatore formidabile sul piano delle realizzazioni. Con lui altri profili interessanti come gli under Porcino, Gabrielloni e Mirarco, il ritorno di Marsili, gli arrivi dei difensori Marino e Pambianchi, le conferme di Mignogna e Ciarcià. Una squadra che a posteriori si rivelerà una delle più forti degli ultimi anni in D. Dopo un girone d’andata nel quale i rossoblu, guidati da Massimiliano Favo, accumularono un distacco importante dalla vetta per via dei numerosi pareggi, il Taranto ebbe un’impennata nei risultati nel girone di ritorno, con l’esonero di Favo dopo la sconfitta di Cava alla 2ª di ritorno e la chiamata di Pierfrancesco Battistini.

All’indomani del pareggio per 0-0 ad Arzano alla 10ª di ritorno, l’improvviso esonero di Montervino portò alle dimissioni di Battistini ed alla promozione in prima squadra del tecnico della juniores Michele Cazzarò che esordì battendo l’Andria capolista per 4-1. Nonostante un girone di ritorno ottimo e uno score finale di 19 vittorie 12 pareggi e solo 3 sconfitte, i rossoblu arrivarono secondi con 69 punti a -5 dagli andriesi promossi in C, pagando a conti fatti l’incerto inizio di stagione.
Il cammino nei playoff si concluse alle semifinali nazionali contro il Sestri Levante, ma l’entusiasmo riacceso nelle partite contro Potenza e Rende fu mortificato dall’addio improvviso di Campitiello, che consegnò le quote alla Taras dopo una fantomatica quanto illusoria trattativa per la cessione della società. Nel frattempo scadevano i termini per presentare la domanda per un automatico quanto esoso ripescaggio. La svolta finale a fine luglio col Taranto che passò nelle mani del duo Bongiovanni-Zelatore.

Richiamato, anche a sorpresa, dalla nuova proprietà, si registrarono subito delle frizioni sulla scelta del tecnico, con Montervino indirizzato verso il ritorno di Battistini, mentre la presidenza spingeva per Delli Santi o, in alternativa, per la riconferma di Cazzarò, come poi avvenne. Il mercato estivo indebolì la squadra rispetto alla stagione precedente: gli arrivi di Improta, Nicola Russo, Alvino, Chiavazzo, Gennaro Esposito e della totalità degli under non compensarono adeguatamente le partenze. Ancora un avvio incerto di stagione: ne farà le spese Cazzarò che verrà esonerato dopo la sconfitta di Aprilia alla 11ª col Taranto a -5 dal Nardò capolista.

Salvatore Campilongo fece addirittura peggio del predecessore, nonostante numerosi inserimenti nel mercato dicembrino, tra cui Siclari, Yeboah, De Giorgi, Cascone, Ancora ed il portiere under De Lucia. Alla 4ª di ritorno la sconfitta a Francavilla Fontana portava i rossoblu a -10 dalla vetta ed alla conclusione della fallimentare esperienza di Campilongo sulla panchina rossoblu.
Il ritorno di Cazzarò rimescolava le carte ed il Taranto, complice una Virtus Francavilla balbettante, riuscì quasi a completare un’incredibile rimonta che non si concluse per l’inopinabile ed incredibile sconfitta casalinga contro i quasi retrocessi laziali del Serpentara. Sarà ancora secondo posto finale a -3 dalla vetta. Il playoff perso in casa contro il Fondi non precluse il ripescaggio, ma la sintonia con la società già esauritasi durante la stagione, portò al divorzio al termine di quella gara.


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