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TARANTO FC

Montella:”un errore esonerare Ragno”

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Gino Montella torna a parlare a distanza di due mesi in collegamento telefonico con la trasmissione “Dentro la Rete ” di Cosmopolis Media condotta da Dario Gallitelli e Mimmo Frusi.
Molti i punti toccati durante l’intervista dell’ex direttore generale del Taranto, il quale fa la sua ricostruzione dei fatti accaduti in casa rossoblu dal ritiro di agosto al suo addio di metà dicembre, con le sue considerazioni sul fallimento totale dell’annata che partiva sotto altri auspici.

“Sono dispiaciuto per quanto sta succedendo al Taranto ed ai suoi tifosi. Ma anche per me stesso perché ho dovuto abbandonare un progetto nel quale credevo molto. Ancora oggi non so il perché del mio allontanamento, a parte il fantomatico fantoccio appeso, non mi è stata data alcuna spiegazione. Ci tengo a precisare come ho sempre detto che non ho mai avuto alcun ruolo nelle decisioni tecniche. Io mi occupavo dei rapporti con le istituzioni, con i tifosi e di rendere appetibile l’immagine del Taranto. Anche io però non mi sento esente da colpe, perché quando naufraga un progetto le colpe sono di tutti.”

“L’errore principale è stato mandare via Ragno dopo appena 8 partite. Se si crede in un progetto bisogna dare il tempo necessario affinché lo stesso possa svilupparsi. Io quando ho avuto sentore che Ragno potesse essere esonerato già dopo le prime partite ho sconsigliato il presidente, gli ho chiesto di essere lungimirante e di non farsi prendere dagli umori della piazza. Qualcuno che non era all’interno della società lo ha consigliato però in modo diverso, ma chi ha pagato per gli errori fatti alla fine è stato Giove, che comunque ha fatto sempre in modo che i giocatori stessero tranquilli, onorando gli impegni.”

“Se Giove non avesse ascoltato tutte queste voci esterne sicuramente si sarebbe potuto fare molto di più. Ragno e Sgrona si sono confrontati parecchie volte col presidente sul discorso relativo ai calciatori da ingaggiare. Con questo non voglio dire che Giove abbia imposto dei giocatori, ma Ragno ha avallato le scelte per un discorso affettivo del presidente o per compiacere la piazza, anche se poco funzionali al progetto. Ragno però non ha avuto il tempo necessario per amalgamare questi giocatori, tipo Oggiano e D’Agostino, che hanno avuto anche degli infortuni in ritiro.”

“Dopo l’addio di Ragno si sono incrinati un po’ tutti i rapporti, anche perché si è cercato sempre un capro espiatorio.
Alla fine i risultati stanno dando torto al presidente. Ed è un peccato perché Giove sta facendo un esborso di soldi notevole perché i calciatori ingaggiati hanno tutti contratti onerosi.
Un motivo d’incomprensione tra me ed il presidente è stata anche la campagna abbonamenti. Io volevo proporre dei prezzi in linea con la stagione scorsa, l’idea era di riempire il più possibile lo Iacovone. Ai tifosi dico che se qualche imprenditore mi chiedesse dove investire io gli direi Taranto, come ho già fatto in passato con alcuni miei ex presidenti, come Preziosi. Ma se non c’è una volontà manifesta di vendere nessuno farà un’offerta basata sul nulla.”

“La vicenda D’Agostino non può essere inquadrata se non come decisione tecnica. Stefano è un ragazzo eccezionale, allegro, non poteva essere un problema per lo spogliatoio. Non credo sia stata una scelta economica. Ci sono altri giocatori con ingaggi importanti in squadra. Secondo me anche lui è stato un capro espiatorio. Non mi sono piaciuti i modi con i quali è stato mandato via.
Per quanto riguarda i miei rapporti con Giove, io sono stato esonerato via Facebook, ho preso la metà di quanto mi spettava ma per rispetto di Taranto e dei suoi tifosi ho firmato la risoluzione e ho salutato tutti. Da allora non ho più sentito il presidente. A Taranto ci tornerò e quando avverrà lo farò a testa alta.”

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