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UNA CHIACCHIERATA CON...

Mimmo D’Anto’: “Taranto mi è rimasta nel cuore”

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Abbiamo raggiunto telefonicamente il grande ex rossoblu Mimmo D’Antò, attaccante esterno del Taranto, 12 gol in stagione nell ’99-2000, in serie D.

-Ciao Mimmo, hai seguito le vicende del Taranto quest’anno? Che giudizio dai sulla stagione dei rossoblu?

“Sono tifoso del Taranto da quando ho messo piede in città in quella stagione di qualche anno fa. Una maglia che mi è rimasta nel cuore e che mi fa male vedere ancora in serie D. Quest’anno ad un certo punto ci ho creduto, poi gli ultimi risultati hanno pregiudicato la vittoria finale.”

-Quella stagione in maglia rossoblu resterà comunque nella storia per via del record di punti di sempre per il Taranto. Comunque non servì ad ottenere il primo posto. Ripensandoci, non pensi che al di là dei meriti del Campobasso, il Taranto ebbe una specie di “crisi d’ansia” che lo portò a perdere punti importanti contro squadre sulla carta inferiori, ad esempio quella sconfitta a Barletta…

“Ricordo quella partita. Trovammo un ambiente surriscaldato, ci fecero la “guerra” anche se non avevano più nulla da chiedere al campionato. Può essere che ci sia stata un po’ di ansia del risultato. Quando sei costretto a vincere sempre può succedere.”

-Anche quest’anno i rossoblu hanno incontrato ambienti caldi su certi campi. Dove hanno perso punti che hanno pregiudicato la vittoria del campionato…

“È sempre così, in queste categorie, quando arriva il Taranto, tutti si giocano la partita della vita. È uno scotto che bisogna pagare quando s’indossa quella maglia. Anche se il Picerno è primo in classifica, chiunque trova molto più stimolante battere il Taranto.”

-Hai nominato il Picerno. Secondo te qual è il segreto del loro successo?

“Penso che la tranquillità dell’ambiente fa la differenza. La pressione di una piazza come Taranto, se non hai gli attributi non riesci a gestirla.”

-Tornando ai ricordi, tu incontrasti il Taranto la prima volta da avversario con la Casertana in serie B. Quel famoso spareggio in cui eravate voi i favoriti, o no?

“Avevamo incontrato il Taranto un paio di settimane prima in campionato, vincendo 3-0. Nello spareggio di Ascoli forse eravamo favoriti. Quella squadra, allenata da Materazzi, aveva grandi giocatori come Statuto, Bucci, Campilongo, Carbone, Volpecina, Cerbone e altri ma si portava dietro da mesi problemi economici. In più molti di quei giocatori erano prestiti. Questo ha pesato secondo me. Dall’altra parte il Taranto aveva in campo giocatori come Ciro Muro e Turrini, due fenomeni. A pensarci oggi mi viene la pelle d’oca nel ricordare quei giocatori e che bolgia era lo stadio.”

-Hai nominato dei giocatori fortissimi che tutti ricordiamo e che giocavano in squadre che lottavano per salvarsi in B. Non credi che il livello della B e del calcio in generale si sia abbassato, almeno a livello tecnico, negli ultimi anni?

“Io credo di sì. Ma al di là di questo, trovo il calcio completamente cambiato e non in meglio. Sono andato a vedere una partita di C (ha citato due squadre di media classifica del girone C, nds) qualche domenica fa e sono rimasto veramente deluso dal gioco espresso. Livello tecnico davvero scadente.”

-Anche sugli spalti non è più come una volta…

“È triste vedere gli stadi vuoti. Anche in piazze blasonate a volte c’è poco pubblico. Quando penso che ho giocato davanti a 20mila persone a Taranto, mi viene da ridere quando certi giocatori di oggi non reggono la piazza. Credo che hai miei tempi non si sarebbero neanche cambiati e sarebbero rimasti negli spogliatoi…”

-Qual è il tuo saluto finale ai tifosi rossoblu?

“Auguro al Taranto di uscire presto da questa categoria, magari già quest’anno con un ripescaggio, come accadde a noi in quella stagione.”

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