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TARANTO FC

Mille abbonamenti, pochi o tanti?

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Quasi 1000 abbonamenti in un paio di settimane. Pochi o molti? Dipende dal punto di vista col quale si vuol leggere il dato.

Certo c’è ancora tempo per rimpinguare il numero delle tessere, fino al 31 agosto. E qualche altro abbonamento sarà staccato. Probabilmente sarà superato il numero dell’anno scorso, quando furono poco più di 1100 i tifosi che decisero di abbonarsi alla 11a stagione di serie D del Taranto.
Facciamo due ragionamenti diversi, considerando due differenti punti di vista:

a) Perché sono pochi.

La società ha costruito una squadra decisamente più forte di quella della scorsa stagione. Tutti o quasi gli obiettivi di mercato sono stati raggiunti, fatto salvo la mancata chiusura dell’affare Patierno, con Giove e Sgrona (e Ragno) che hanno virato definitivamente sul ritorno di Genchi. Ritorno comunque graditissimo alla tifoseria, che non vedeva di buon occhio l’ipotesi Patierno dopo il caso Picerno-Bitonto. La conferma dei migliori, tra cui D’Agostino, l’arrivo di giocatori dal livello tecnico altissimo per la categoria, Guaita su tutti, ha spinto i “tifosissimi” alla corsa alla tessera, con un boom iniziale di prenotazioni, ma una certa flessione negli ultimi giorni.
L’alto prezzo dei biglietti per la singola partita (11,50 € una curva) dovrebbe convincere la maggioranza degli abituè dello Iacovone ad abbonarsi, anche in previsione di una stagione che dovrebbe vedere il Taranto, nelle intenzioni della società, veleggiare in vetta alla classifica sin da subito. La composizione del girone H, nel quale sono inserite tutte le pugliesi, col ritorno di derbies storici contro Foggia, Brindisi e Casarano, oltre alle solite Andria, Bitonto e Cerignola, più Nocerina e Sorrento, sfide che sanno di C. Un girone che sembra più una C2 dovrebbe essere motivo in più per abbonarsi. In ultimo mettiamoci una ritrovata credibilità delle società del presidente Giove, tra gli addetti ai lavori e, ci auguriamo, Lega e Federazione. Società che ha alzato (e di parecchio) il monte ingaggi per mettere a disposizione di Ragno calciatori di spessore in grado di centrare finalmente una vittoria di campionato che manca dal 2006.
Tutti motivi che non possono far considerare soddisfacente il numero di tessere sottoscritte finora.

b) perché sono molti
1000 tessere in due settimane sono un risultato ottimo, soprattutto se nelle prossime due si dovesse mantenere la media ed arrivare ad un numero finale di 2000 o poco meno. Comunque ogni risultato superiore ai 1500 abbonamenti, dovrebbe considerarsi un successo, vista l’ennesima stagione in D (siamo a dodici, terza consecutiva e settima negli ultimi otto anni, un disastro).
Il costo degli abbonamenti non è il vero problema. La curva a Bari l’anno scorso costava 95 €, nonostante il magnate De Laurentiis a capo della nuova società.
Troppi anni di delusioni e torti subiti dalla tifoseria non si cancellano con una super squadra, almeno sulla carta, pronta finalmente ad affrontare il campionato da favorita. La nostra è una tifoseria depressa.
Molti ex abbonati storici hanno mollato, altri tifosi sono rimasti delusi dall’ennesima illusione del ripescaggio, puntualmente evaporato.
C’è da considerare che una buona fetta della tifoseria ha definitivamente scelto di non seguire più la squadra in D, almeno non allo stadio.
D’altronde la tifoseria tarantina non è avvezza ad abbonarsi, anche perché nella migliore delle ipotesi da queste parti il massimo che s’è visto è la B a salvarsi, categoria ormai miraggio lontano nel tempo.
Per tutte queste ragioni il dato è congruo per la situazione storica nella quale si trova il Taranto calcio attualmente.

In definitiva, qualunque sia il dato finale del numero di tessere, sarà la squadra a dover trascinare con i risultati il pubblico allo stadio. Una partenza a razzo, un primo posto agguantato subito e gestito con sicurezza, potrebbe “costringere” la società a riaprire a campionato iniziato la campagna abbonamenti. Un compito che spetta inevitabilmente a Ragno e ai suoi ragazzi.

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