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Maiellaro: “quel Taranto in A con 2-3 ritocchi”

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Intervento telefonico di Pietro Maiellaro a “Dentro la rete” trasmissione web di Cosmopolis media diretta dal rodato duo Dario Gallitelli e Mimmo Frusi.

L’ex fantasista rossoblu, come sempre in piena forma dialettica, ha ripercorso la sua carriera, in particolare l’esperienza col Taranto, rimarcando alcune circostanze relative a quel periodo, pungolato dalle domande dei due conduttori e dall’altro ospite in collegamento, il giornalista e voce del calcio rossoblu, Gianni Sebastio.

Maiellaro ha ricordato l’anno della promozione in B 1985-86, il gol strepitoso al Messina di Scoglio nella sfida al vertice che diede il primato in classifica al Taranto. La vittoria schiacciante contro il Barletta (4-0) passo decisivo per la conquista della B, con commento simpatico sul “difensore del Barletta che dopo 34 anni ancora mi sta cercando”, riferito alle bellicose interviste prepartita di alcuni calciatori barlettani.

L’ex numero 10 rossoblu ha poi descritto la stagione seguente in B, definendola un libro “diviso a metà” nel quale la prima parte fu da buttare, mentre la seconda, il girone di ritorno, regalò alla storia rossoblu una rimonta indimenticabile. Una squadra che con due-tre ritocchi “sarebbe andata in A“. In tal senso Maiellaro ha ricordato la vicenda del suo trasferimento al Bari, sottolineando l’inconsistenza dell’offerta della Roma e la firma sul contratto con i baresi, avvenuta dopo 5 ore di trattativa e la necessità dell’allora società del presidente Fasano di monetizzare per esigenze di cassa.

Maiellaro ha poi descritto così il rapporto col “gemello” Totò De Vitis, “eravamo culo e camicia, cinghia e pantalone, un’amicizia anche fuori dal campo, che durava dai tempi del Palermo“. “In campo ci capivamo al volo”.

Nel ’92 Maiellaro fu accostato al Taranto, trattativa mai realmente esistita, come lo stesso ex-trequartista ha rivelato a distanza di così tanti anni definendola “una barzelletta“, in quanto: “l’unico che mi chiamò fu Aldo Scardino, che mi disse di aspettarmi a braccia aperte e di avermi preparato già la maglia”.

In ultimo Maiellaro ha svelato altri aneddoti durante la permanenza nella Fiorentina, in particolare la danza prepartita con Stefano Borgonovo, ricordando tutti i grandi giocatori di quella rosa, da Dunga a Batistuta, allo stesso Borgonovo.
Siparietto finale con Gianni Sebastio, che ha definito Pietro Maiellaro il giocatore con più talento visto in rossoblu, oltre ad essere colui che più l’abbia fatto emozionare negli ultimi 30 anni.

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