Breaking
Ad
Ad
Ad
TARANTO FC

Luca Brunetti: “la C è il minimo per Taranto”

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Abbiamo raggiunto telefonicamente l’ex difensore del Taranto a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, Luca Brunetti.

-Ciao Luca, tu sei stato uno dei più forti difensori della storia rossoblu. Hai fatto una bella carriera ma possiamo dire che Taranto è stata la tappa più importante?

“Mi sono trovato bene in ogni città in cui sono stato. Sicuramente Taranto ha rappresentato un periodo bellissimo sia nei rapporti con la gente, sia come risultati in campo. Ho trascorso quattro anni entusiasmanti e fosse stato per me sarei rimasto anche più a lungo.”

-Arrivasti a stagione in corso nel ’88-’89 in serie B proveniente dalla Lazio. A proposito due anni prima al San Paolo nel famoso spareggio tu giocavi con i biancocelesti proprio contro i rossoblu…:

“e perdemmo 1-0, una sconfitta che per poco non ci mandò in C. Io in quella partita colpii un palo. Avevamo una grossa squadra e un grande allenatore, Fascetti, ma il -9 in classifica ci impose una rincorsa infinita che ci sfiancò. Per fortuna vincendo col Campobasso riuscimmo a salvarci assieme al Taranto.”

-l’anno dopo la Lazio vinse il campionato proprio all’ultima giornata contro un Taranto già salvo all’Olimpico, una squadra che quindi era un po’ nel tuo destino:

“sì, il Taranto era evidentemente nel mio destino. Nonostante la promozione fui costretto a lasciare Roma per l’allontanamento di Fascetti, di cui ero un pupillo. Così Galigani mi contattò per venire a Taranto. Io non ero mai stato al Sud. Fu Piscedda (ex calciatore del Taranto e compagno nella Lazio) che mi convinse ad accettare la proposta. Mi disse “vai ti troverai bene”.

-in campionato però le cose non andarono benissimo:

“c’erano un po’ di casini dovuti al cambio di proprietà in corso, il grande Donato Carelli prese la squadra in corsa ma non riuscì ad evitare la retrocessione. Eppure la squadra aveva giocatori importanti come Roselli, Tagliaferri, Dell’anno, Spagnulo, Paolucci, Minoia e altri. Ricordo che all’esordio battemmo il Genoa e la partita successiva in casa vincemmo 1-0 col Parma con un mio gol. Mi accorsi subito di essere entrato nelle grazie della tifoseria.”

-A proposito di gol, è rimasto famoso il tuo gol col Pescara da 75 metri.

“fu un gol casuale frutto di un rinvio. Ho fatto altri gol più importanti ed emozionanti come quello che praticamente mandò in C l’Avellino e il gol vittoria contro il Brescia. Poi il gol vittoria con la Juventus in coppa Italia, ho ancora i brividi a pensarci, lo stadio stracolmo sembrava venisse giù.”

-Che ricordi hai del presidente Donato Carelli ?

“Posso dire che Donato ha dato davvero tutto per il Taranto. Dopo la retrocessione in C1 del 88-89 trattenne i migliori e rinforzó la squadra non lesinando spese. Salimmo in B col record di punti. Io ero richiestissimo dal Lecce, ma il presidente non volle cedermi. In B arrivarono giocatori fortissimi come Turrini e Zannoni. Il suo obiettivo era andare in serie A. Facemmo un ottimo campionato ma non riuscimmo a lottare per salire.”

-Il campionato di B ’91-’92 è stato il tuo ultimo col Taranto e l’hai affrontato da capitano.

“fu una stagione sofferta che si concluse con la vittoria nello spareggio con la Casertana. Avevamo un po’ di difficoltà ad andare in gol. Io non giocai lo spareggio perché in settimana subii un infortunio.
A fine stagione fui sacrificato assieme ad altri per garantire un futuro alla società.
Così andai al Brescia in serie A.”

-Segui ancora le sorti del Taranto ?

“stando lontano è difficile avere informazioni dettagliate su quanto accade a Taranto. Certamente seguo i risultati, so che la squadra si trova lì in vetta alla classifica. Ora è il momento di dare lo scatto decisivo, così come facemmo noi nel campionato di C1 vinto nel ’90. È difficile anche perché per tutte le altre squadre quella col Taranto è la partita dell’anno. Per vincere ci vuole una società capace oltre ad una disponibilità economica importante.”

-Cosa pensi del calcio di oggi?

“il calcio come gioco resta uno sport bellissimo. Oggi credo che sia anche più spettacolare del passato. Mi intristisce però vedere gli spalti vuoti in partite di A o B. Bisogna trovare il modo di riportare la gente allo stadio. Non dico eliminare la tv ma è desolante vedere partite di B con 1000-2000 spettatori.”

-In questi ultimi anni in D spesso il Taranto ha portato anche 10 mila persone allo stadio, l’ultima in casa col Cerignola eravamo 8mila…

“È incredibile come Taranto dopo tanti anni di delusioni faccia questi numeri in D, in B molte squadre se li sognano.”

-Il Taranto può ambire al ritorno in categorie più importanti?

” Il calcio è fatto di cicli e ritornerà il momento del Taranto. Spero, ed è il mio augurio finale per gli splendidi tifosi rossoblu, che quest’anno sia quello giusto per il ritorno in C, il minimo per una città come Taranto.”

Write A Comment