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SERIE C

L’Interregional-C…

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Come può uno scoglio arginare il mare, direbbe il poeta.

In questo caso lo scoglio è la Lega Pro, impegnata in una lotta per la sopravvivenza dei propri clubs ma, e soprattutto, di sé stessa.
Il mare è invece l’insostenibilità di un campionato che spesso di professionistico ha solo le incombenze fiscali.

Si è passati da una riforma che avrebbe previsto un unico girone di serie C a 20 squadre (praticamente una B2, con la conseguente riesumazione della vecchia C2 o “D d’élite”) a 6 gironi da 10 squadre ed una serie interminabile di playoff e playout con nessuna promozione e retrocessione diretta.

Ieri mattina alle 10 l’assemblea di Lega – attraverso la modalità della videocall – ha riunito tutti i presidenti o rappresentanti delle sessanta squadre di Serie C con la “riforma del campionato di Lega Pro” all’ordine del giorno, fortemente sponsorizzata dal presidente Francesco Ghirelli ed un nugolo di presidenti facenti parte del Consiglio di Lega. Domani a Fiumicino (ore 12) i clubs saranno chiamati ad esprimere il loro parere sulla questione.

Un progetto ben lontano dalle aspirazioni delle società più ricche della categoria, dall’impatto tutto da dimostrare sull’interesse del pubblico, ormai distratto da altro e sempre più catturato dal calcio televisivo delle competizioni maggiori.

6 gironi da 10 squadre su base territoriale per salvaguardare i derby (tutti praticamente vietati alle tifoserie ospiti se non ad entrambe, vedasi Foggia-Cerignola di quest’anno), per poi catapultare l’attenzione di media e sponsor, prima che del pubblico, sui playoff ed i playout, che renderanno il campionato più simile ad una Coppa Italia di serie C.

Passerà questa riforma? Probabilmente sì: è forse l’ultimo tentativo per cercare quella sostenibilità che la C non può attualmente garantire, dopo sarà taglio degli organici. Che non è detto avvenga lo stesso, quando anche serie A e B (e Figc) faranno la loro di proposta che in ogni caso, non prescinde da una riduzione drastica dell’area del professionismo.

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