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CALCIO

La Juve taglia gli stipendi, campionati verso la chiusura?

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Col campionato fermo e che difficilmente riprenderà, è tempo di riflessioni sul futuro del calcio, stretto tra la necessità di attenuare le perdite e l’impossibilità di pianificare una strategia praticabile.

Si moltiplicano infatti le ipotesi, tutte rivolte a scongiurare la chiusura definitiva della stagione, che comporterebbe inevitabili conseguenze sul piano economico di tutte le società, dalle big della serie A alle compagini dilettantistiche.
La Juventus è la prima in Italia ad aver concordato un taglio netto degli stipendi dei giocatori, quasi tutti a sei zeri, che permette un risparmio di 90milioni di Euro sul bilancio dei bianconeri. Possibile che si accodino altre big di serie A con i propri giocatori, seguendo la strada tracciata dalla Juventus.

Una misura cautelativa del club campione d’Italia, che preannuncia la possibile e sempre più probabile chiusura definitiva della stagione, anche per volontà dei tesserati, preoccupati come tutti della propria salute e quella delle proprie famiglie.

Soluzione però difficilmente replicabile nei campionati minori, dove la stragrande maggioranza dei calciatori non può contare su stipendi elevati, ed in molti casi (soprattutto in C e D) guadagnano lo stipendio di un operaio o poco più.
In tal senso, in questi giorni sia il presidente della lega di C Ghirelli che l’omologo della lega di D Sibilia hanno lanciato il grido d’allarme, auspicando l’intervento del Governo con forme di sostegno per i club, con la richiesta della cassa integrazione in deroga per i calciatori della serie C da parte di Ghirelli, mentre Sibilia ha pronosticato 3mila società in meno ai nastri di partenza dei prossimi campionati dilettantistici, senza interventi di tutela statali.

Problematica della sopravvivenza dei club molto sensibile anche in C, con diversi presidenti in bilico tra il garantire la sopravvivenza della propria società o dedicarsi esclusivamente alle proprie aziende, in questo momento di difficoltà estrema.
Un’emergenza che potrebbe riscrivere la geografia del calcio delle categorie minori, con riduzioni di organici o ripescaggi a completamento degli stessi.

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