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CALCIO

La C verso la riforma-Gravina

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Gabriele Gravina, rieletto presidente per il prossimo quadriennio della Figc, traccia la linea del suo governo-bis, dichiarando improrogabile (anche se difficile…) la sempre rimandata riforma dei campionati. Con la speranza che non ne esca fuori un pastrocchio a favore dei soliti top clubs di serie A.

In realtà di riforme, intese come cambi di format, in questi anni se ne sono fatte anche troppe, senza però risolvere il vero problema che attanaglia le società di calcio, dalla A ai dilettanti: la mancanza di liquidità.

Anche le prime due Leghe, specialmente il massimo campionato, piangono miseria nonostante introiti milionari, soprattutto grazie alle TV, causa incapacità e mancanza di volontà di limitare i costi (delle rose soprattutto). Ma il problema atavico del calcio italiano resta la serie C, con le sue innumerevoli società fallite negli ultimi 30 anni.

La C ha già affrontato negli anni grossi tagli negli organici: si è passati dai 6 gironi, 2 di C1 e 4 di C2, degli anni ’80, agli attuali 3 di C, con l’abolizione della C2, avvenuta gradualmente agli inizi dell’ultimo decennio.
I problemi però non sono evaporati, dato l’enorme disavanzo tra costi e ricavi della categoria, inquadrata come professionistica, con tutti gli adempimenti del caso a capo delle società, ma con introiti minimi, a volte irrisori, provenienti dagli sponsor e dagli incassi, quest’ultima voce completamente azzerata dal Covid-19.

La C ha subìto e continuerà a subire gli appetiti fagocitanti di A (soprattutto) e B, poco propensi alla solidarietà economica verso i clubs delle Leghe minori.
Leghe minori che, è bene sottolinearlo, hanno sofferto in modo esponenziale gli effetti collaterali del calcio moderno, iperesposto televisivamente, con il calcio dei top clubs italiani ed europei catalizzatore dell’interesse degli sportivi.

Una C che ha bisogno di ridurre i costi, anche a costo di subire il declassamento a semiprofessionismo, via che sembra ormai tracciata, al fine assicurare un futuro sostenibile alla terza serie.

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