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SERIE C

In C tutti piangono, ma nessuno molla l’osso

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La Lega di C ha lanciato la sua proposta in vista del prossimo Consiglio Federale, sulla chiusura della stagione e con verdetti decisi a tavolino.

Infatti non si può sostenere il contrario, con così tante giornate dalla fine. Vicenza, Monza e Reggina in B, blocco delle retrocessioni e blocco dei ripescaggi dalla D, scatenando le ire di molte società di quarta serie.

Ma il problema principe non sarà certamente risolto da queste decisioni a costo zero (e forse con poche probabilità di passare, tutte, in Consiglio Federale): restano intatte, infatti, le sofferenze di moltissime società di Lega Pro sul piano economico, risolvibili solo con una riforma fiscale (e concettuale) dell’intera terza serie.

In C tutti i presidenti piangono e battono cassa, poi plaudono a blocco retrocessioni e ripescaggi dalla D, rimanendo attaccati all’osso come nel più classico dei controsensi. Pochi presidenti in passato hanno preferito continuare il progetto in un’altra categoria piuttosto che fallire, due anni fa il Mestre del presidente Serena ad esempio, che rinunciò alla C iscrivendo una società sana e solvibile in Eccellenza (ora è di nuovo in D).

Ognuno porta chiaramente acqua al proprio mulino e Ghirelli non fa altro che rappresentare le richieste della maggioranza dei suoi presidenti. Così ecco anche la quarta promozione a pannaggio del Carpi, la squadra con la media punti migliore tra le altre all’inseguimento delle prime.
Un’indicazione debole, scaturita dal voto positivo di 23 società su 60, la maggioranza ha preferito astenersi, mentre Bari (soprattutto), Carrarese, Reggiana e Ternana hanno già preannunciato battaglia.

Comunque vada a finire, sarà la solita estate di ricorsi.

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