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IL CLUB

Il ritorno delle squadre B…

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Abbiamo più volte espresso il nostro rifiuto concettuale alle seconde squadre, l’ennesimo mostro prodotto da chi vede il calcio come un’industria su cui guadagnare, anche “rubando il mercato” agli altri. In questo caso chi continua a proporre le seconde squadre come opportunità di sviluppo per il calcio italiano, non fa altro che schierarsi politicamente con quei clubs milionari che fagocitano tutto, anche le serie minori, ultima frontiera riservata alle squadre di provincia. Ma c’è chi non demorde: anche quest’anno i vertici della Federazione e della Lega Pro, i rispettivi presidenti Gravina e Ghirelli, puntano sull’integrazione degli organici eventualmente incompleti con le seconde squadre della serie A.

Inutile far notare le ragioni che ci rendono contrari a questa iniziativa anti sportiva e dal dubbio ritorno in termini di benefici effettivi sul calcio italiano. Le squadre B non le vuole nessuno, non certo il pubblico pagante, quello che sostiene il sistema, questo sistema che non si regge in piedi per i costi eccessivi delle serie minori a fronte di entrate misere per la scarsa visibilità e affluenza negli stadi dovuta alla sovraesposizione del calcio d’élite in Tv.

Il pubblico, il tifo, quello vero, non apprezza i simulacri delle squadre di serie A che occupano lo spazio delle squadre di provincia: quelle squadre che una volta crescevano i talenti, del proprio vivaio o in prestito dai grandi clubs, in un calcio che ha permesso alla Nazionale maggiore di vincere 4 mondiali, oltre alle innumerevoli affermazioni delle selezioni giovanili.

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