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IL GRADONE DEL FUORISEDE: Taranto nessuna rivincita…Sii combattivo e coraggioso

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“Il passato non è solo ciò che è successo ma anche ciò che avrebbe potuto succedere ma non è avvenuto.” Vorrei iniziarla con questo aforisma di Sarah Ban Breathnach questa mia nuova “avventura” su ForzaTarantoAlè. Perché? Più volte il tifoso del Taranto, nei momenti bui, si è affidato ai ricordi piacevoli per risollevarsi col morale e affrontare il presente con fiducia e serenità. Io invece ragiono all’inverso, sono uno che ricorda le “botte”, gli episodi negativi e le sconfitte proprio nei momenti di gioia. Mi è capitato proprio in queste 3 settimane, subito dopo il ripescaggio del Taranto in serie C, di ricordare e anche rivedere su YouTube ad esempio tutte le figuracce del Taranto rimediate a Vallo della Lucania con il Gelbison, a Bisceglie, in casa con il Gladiator quando s’impose con un secco 0-3, la lite in sala stampa fra Zelatore, Bongiovanni e l’ex DG Pellegrini, insomma in questi 4 anni di serie D ne abbiamo viste e passate tante.

L’ultima figuraccia, in ordine cronologico, è sicuramente il play-off perso in casa con il Fondi. E faccio una premessa: nella nostra storia abbiamo perso play-off all’88°, al 92° in superiorità numerica (Vercelli), abbiamo preso il gol del 2-3 al 93° (avete capito tutti di quale partita parlo…), in poche parole siamo abituati al veleno nella “coda”. Ma prendere un gol stupidissimo, in casa, al 122° minuto onestamente mancava. Quel 22 Maggio con quel gol preso dal Fondi sembrava tutto finito, essendo abituati anche ai dietrofront improvvisi e alle “minacce” della società di turno in non pochi ci aspettavamo un disimpegno da parte di Zelatore e Bongiovanni, anche alla luce di alcuni episodi negativi avvenuti durante il corso del campionato passato. Per fortuna così non è stato, la società dopo solo 7 giorni di pausa o di riflessione, è ritornata attiva su più fronti.gioia_atletico_po

Che il vento fosse cambiato, in positivo naturalmente, lo avevo intuito dalla tempistica della nomina del tecnico, Aldo Papagni. Parliamoci chiaro, se tra il 29 e il 30 Maggio hai già il nuovo allenatore e contemporaneamente fai una sorta di piazza pulita nel precedente staff tecnico, vuol dire che hai le idee chiare. C’è un progetto, un qualcosa su cui porre le basi. E col passare del tempo pian pianino aumentavano sempre di più le chance di un ripescaggio in serie C, fra il Fondo Perduto dimezzato, la moria di società di Lega Pro e il ripristino del format che prevedeva quest’anno 60 squadre ai nastri di partenza.

Quest’estate, che ormai volge al termine, è stata particolare e stupenda nel finale soprattutto per una ragione: negli ultimi 2 anni l’illusione del ripescaggio si affievoliva giorno dopo giorno fra CDA, pseudo-cordate e PEC inviate. Quest’anno per fortuna è successo l’esatto opposto. C’è sicuramente da ringraziare la Proprietà e ringraziarla per l’enorme sacrificio che ha comportato questo ritorno “a tavolino” del Taranto in Lega Pro. Il gioco vale la candela e siamo tutti d’accordo, dato che oggi ci ritroviamo in una sorta di B2. Ma uscire 250.000€ in contanti, altri 250.000€ di fideiussione e tutti i soldi che servono per costruire una squadra che possa salvarsi anche all’ultima giornata, non è assolutamente uno scherzo. C’è da stare vicini a questo Taranto, inteso come squadra e società. E devo dire che il tifoso del Taranto finora non ha fatto assolutamente mancare il suo apporto. Basta vedere il numero di abbonati (non sono pochi 1660 con la Tessera del Tifoso tanto ripudiata da buona parte del settore “caldo” del tifo rossoblu), gli spettatori presenti in Coppa Italia con il Melfi e gli spettatori che riempiranno lo Iacovone domani sera con il Matera. Quasi 9000 spettatori, pronosticherei. Quanto al campionato, vediamo che succede. L’ho detto prima, l’obiettivo è quello di mantenere la categoria. La speranza mia è quella di assistere a un campionato non tranquillo, di più. Roba che a Marzo già abbiamo la certezza matematica o logica della permanenza in Lega Pro, mi auguro di vedere un Taranto coraggioso, combattivo e che non abbia paura di nessuno. Un Taranto che possa fare uno sgambetto anche a qualche squadra con la quale abbiamo ancora il “dente avvelenato” (e sono tante a dire il vero). In pratica, ci dobbiamo divertire quest’anno.

Domani sera arriva il Matera e non dev’essere una rivincita, dato che da più parti ho letto che con loro abbiamo un conto in sospeso. No…Taranto-Matera dev’essere semplicemente il primo mattoncino di un campionato tranquillo su cui porre delle basi, magari anche solide, per il nostro FUTURO. Non aver paura Taranto Mio, vai avanti a testa alta!!

Nicola D’Elisiis

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