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IL GRADONE DEL FUORI SEDE. NON DEV’ESSERE UNA VENDETTA…

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bihE venne il week-end di Taranto-Catania, la partita che non ha fatto dormire per più di 14 anni ogni tifoso del Taranto che si rispetti. L’avversario più odiato, in senso calcistico naturalmente, dopo il Bari, fa il suo ritorno nella Città dei Due Mari. Tutto quello che volete…ma attenzione a non pompare troppo questo match, si potrebbe correre il rischio di mettere una pressione allucinante addosso alla squadra e fare una brutta figura contro una formazione esperta e, sulla carta, molto forte come il Catania.

Il 9 Giugno ormai è andato, niente e nessuno ci restituirà quella B che si sono “guadagnati” a casa nostra. Inutile quindi ripensare a quella partita, a quello che poteva essere e non è stato e, cosa fondamentale, inutile “riesumare” certi personaggi all’epoca protagonisti di quella vicenda nefasta. Oggi abbiamo gente nuova, sia a Taranto che a Catania, due nuove dirigenze che magari domenica sera si daranno la mano prima del match e si saluteranno cordialmente al termine dei 90 minuti di gioco, com’è giusto che sia.

Taranto-Catania non dev’essere e non sarà ancora la vendetta perfetta, un’eventuale vittoria nostra sul Catania sarebbe sicuramente un toccasana per tutti noi che amiamo i colori rossoblu e una vera e propria “botta di vita” per il Taranto stesso, che andrebbe a quota 11 punti in classifica dopo appena 7 giornate di campionato e dopo aver affrontato 4 squadre che le stanno sopra in graduatoria. E scusatemi se è poco…Il Taranto con il Catania la sua rivincita se la prenderà solo quando sconfiggerà gli etnei a uno spareggio, play-off o play-out che sia, condannandoli o a una retrocessione in D o a una permanenza in C dopo aver sognato la B. Solo in tal caso si potrà parlare di rivincita da parte del Taranto.

Taranto-Catania la dobbiamo vincere tutti quanti, non solo i ragazzi di Papagni. Dobbiamo farci valere domenica sera allo Iacovone e rendere il nostro “bunker” un catino infernale, un’atmosfera da urlo. Ai calciatori del Catania devono rimbombare nelle orecchie i nostri fischi e le nostre urla per almeno 2 giorni. Ci dobbiamo far valere soprattutto dopo quanto accaduto con la prevendita, partita giusto 2 ore fa (sono le ore 21:30 di giovedì 29 Settembre), e dimostrare a tutti che siamo in grado di far staccare circa 8000 biglietti in neanche 60 ore di prevendita.

Chiusa la parentesi di Taranto-Catania, vorrei soffermarmi un attimo sul derby (numero 65° in assoluto fra Foggia e Taranto) perso domenica sera allo Zaccheria. Si è vista la differenza tecnica, e netta, fra una squadra organizzata, collaudata e che si conosce a memoria da almeno 2 anni (il Foggia) e una squadra costruita in fretta e furia, proveniente dalla D e ancora poco matura tatticamente e tecnicamente (il Taranto). E quando si affrontano questo tipo di squadre, il 99% delle volte è la squadra collaudata a spuntarla e ad avere la meglio. Quell’1% è legato a delle varianti che nel calcio esistono. Ossia la porta stregata, il portiere avversario che para di tutto, 2 gol annullati, un rigore sbagliato. E domenica sera purtroppo non c’è stata partita, dal primo all’ultimo minuto. E’ stato un monologo, mi verrebbe da dire, rossonero. Non aveva neanche senso, sull’1-0, mandare “tutti avanti all’attacco” i ragazzi di Papagni, anche perché la palla la tenevano sempre loro. E’ venuto fuori un 2-0, risultato giusto e che non fa una grinza. nigroq

Ma parliamoci chiaro, perdere contro una corazzata come il Foggia e in trasferta, ci sta. Non era allo Zaccheria contro i “satanelli” che il Taranto doveva raccogliere punti fondamentali per il suo obiettivo stagionale che resta sempre la salvezza. Chiaramente se qualche punticino lo facciamo pure con il Lecce, con la Juve Stabia, con il Foggia stesso al ritorno o a Matera siamo tutti più contenti e renderebbe agevole il nostro compito. Però ecco, fare processi a questa squadra e allo staff tecnico, ora come ora mi pare eccessivo. A preoccupare sono le condizioni dei nostri due centrali difensivi usciti malconci da questa trasferta foggiana, più che la sconfitta in sé. Stendardo e Altobello, i nostri top player nel miglior reparto di questa squadra, salteranno la partita con il Catania e speriamo solo questa. Un vero peccato perché averli contro i rossazzurri sarebbe stato di vitale importanza dato che il Catania ha giocatori importanti e imprevedibili in attacco come Caetano Calil e Paolucci.

Per il resto, chiuderei con una piccolissima osservazione: stiamo facendo un campionato che dobbiamo goderci domenica dopo domenica, probabilmente questo Taranto sarà da “alti e bassi”: vince, perde, pareggia, perde, vince e pareggia. Difficilmente questa squadra può fare più di 2 vittorie consecutive, a mio avviso. Però ecco questo trend potrebbe anche portarci a una salvezza tranquilla, azzarderei pronosticare entro fine Marzo o metà Aprile.

Basta mantenere un certo equilibrio, come dice il buon Papagni, fra tutti noi tifosi, stampa e addetti ai lavori. Noi quest’anno allo Iacovone dobbiamo entrare sapendo che il Taranto può perdere, pareggiare o vincere contro tutti, non è come in D che era costretto a vincere contro chiunque per scalare di posizione in classifica e arrivare al primo posto. Sereni e tranquilli, ma al tempo stesso CARICHI come non mai e a incitare fino al 90° la nostra maglia. TUTTI ALLO STADIO!! FORZA TARANTO!!

Nicola D’Elisiis

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