Breaking
Ad
Ad
Ad
TARANTO FC

Il Bari? No, testa al Messina

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Si avvicina il derby. Cresce l’attesa per una partita che manca da troppi anni (ultimo precedente Taranto-Bari 0-0 del 21 febbraio 1993). Ma c’è il Messina alle porte, vietato distrarsi.

Se ne parla dal 13 giugno scorso, giorno del ritorno in C in quel di Lavello. Una lunga attesa durata 28 anni si concluderà al fischio d’inizio di domenica 12 dicembre al San Nicola, stadio in cui il Taranto ha giocato un’unica volta, proprio in quel campionato di serie B 1992-93.

Ok dunque, a breve ci sarà il derby, partita importante per il campanile, per carità. Mancano però 10 giorni e nel frattempo il Taranto è atteso da una sfida che, per l’economia del campionato, vale senza dubbio molto di più della gara più attesa dell’anno.

Domenica pomeriggio allo Iacovone arriva il Messina di Ezio Capuano, per tutti Eziolino, vecchia volpe del calcio in questa categoria, in panchina da 2 mesi dopo l’esonero di Sasà Sullo. Un tipo, Capuano, abituato alle situazioni difficili ed hai campi roventi del sud. Non naviga in acque tranquille, il Messina. È reduce, come il Taranto, da una sconfitta per 2-3, ma a differenza dei rossoblu l’ha subita in casa contro una diretta concorrente alla salvezza.

La classifica deficitaria (penultima posizione) e le voci che arrivano dallo Stretto, sembrano dipingere la gara dello Iacovone alla stregua di un’ultima spiaggia, sia per il tecnico che, evidentemente, per diversi giocatori che potrebbero fare le valigie a gennaio.

Il Taranto ci arriva con meno tensione, ma con diversi infortunati ed il capitano Marsili squalificato. Una partita che Laterza dovrà preparare al meglio, cercando d’infondere la giusta carica alla squadra per evitare cali di concentrazione come quelli che sono costati 2 dei 3 gol subiti a Castellammare. In settimana sono anche arrivate le dimissioni del Dg Pietro Lo Monaco, il che rende ancor più l’idea del clima che si respira in società.

Taranto-Messina è gara fondamentale, non solo per chi sta, attualmente peggio. Nel percorso verso l’obiettivo stagionale dei rossoblu, la salvezza, da raggiungere prima possibile, questa è una tappa da non sbagliare. Un’avversario di mille battaglie, storicamente ostico. Una partita che nasconde tante insidie, sia per il valore dei tre punti contro una diretta concorrente, sia per il modo d’interpretare il calcio di Ezio Capuano.

Certe partite, come il derby col Bari, è importante tornare a giocarle per riannodare il filo con la storia di questa squadra, consumato (ma non spezzato) dagli anni anonimi in serie D, sognando un regalo di Natale con i fiocchi rossoblu.

Ma adesso testa al Messina, almeno fino al fischio finale di domenica pomeriggio.

Write A Comment