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Ibra: “Diego il più forte, Ronaldo (il Fenomeno) il mio idolo”

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Ibra che sa perdere, ma il 95 per cento delle volte vince. Ibra che non cerca la rissa, capita. Che non fa retromarcia, ma sa chiedere scusa. Ibra che non vuole essere perfetto, gli basta essere il migliore. Ibra, il Milan e l’anno più bello della sua vita: questo, se vince qualcosa. Ibra e le cazzate, Ibra e le magie. Ibra, pane e latte. Ibra che ti dà un’ora di tempo, ma poi non guarda mai l’orologio. E si racconta. Mai banale, zero diplomatico. Vivaddio. Undici lettere, undici volte Ibrahimovic, l’uomo del 2020. Una cola light e via, si parte. Palla a Ibra.

Questo l’incipit dell’articolo su gazzetta.it, nel quale Ibrahimovic, tra le altre cose, elegge il suo “11” di sempre. In squadra tanti suoi ex compagni e, stranamente, lui preferisce non inserirsi ma indica in Maradona il giocatore più forte di sempre “anche di me…”. E se lo dice Ibra…

“In porta metto Buffon, Cafù terzino destro, Nesta e Cannavaro difensori centrali (due animali) e Maxwell, un mio grande amico, terzino sinistro. A centrocampo Nedved per me è stato il numero uno, mi ha aiutato molto a migliorarmi. È una macchina da lavoro, un grande esempio per la mia crescita. Al suo fianco Viera e Xavi con cui ho giocato nel Barcellona dei fenomeni. L’attacco è facile: Zidane dietro a Ronaldo il Fenomeno, il mio idolo, e Maradona il più forte di tutti, anche di me. Io stavolta faccio l’allenatore e magari un giorno lo diventerò davvero».

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