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CALCIO

Gravina spiega il suo calcio

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“Il 14 di questo mese, quindi la settimana prossima, presenteremo il progetto di riforma del codice, quindi ci sarà un nuovo codice di giustizia sportiva, un codice moderno, snello, sia nei tempi sia nelle modalità di applicazione”. Gabriele Gravina, presidente della Figc a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Lum di Casamassima (Bari)[…] “Ci sarà probabilmente anche qualche riflessione su alcune modalità relative alle energie. Abbiamo bisogno di energie fresche – ha continuato Gravina – che danno anche stimoli maggiori nell’applicazione di determinate norme. Quindi non solo norme, ma anche persone in grado di poter migliorare l’applicazione e l’applicabilità di queste norme”. – “Abbiamo concluso un percorso che nei primi quattro mesi della mia governance di questa nuova Federazione, lanciata soprattutto nel dare credibilità ad un sistema che in questo momento stava soffrendo, credo che abbia già dato i primi segnali” spiega ancora Gravina. “Segnali di entusiasmo, segnali di partecipazione attiva da parte di tutte le componenti – ha aggiunto Gravina – e soprattutto una governance che, al di là di sterili scetticismi, ha dimostrato con grande convinzione che con il lavoro, e soprattutto con la capacità e con la forza delle idee, si può davvero migliorare questo mondo che sicuramente è migliore di quello che molti vogliono fare apparire”.

“Il format dei campionati è sicuramente uno degli obiettivi, che non può riguardare il Governo italiano, ma è nella piena autonomia del mondo federale. Abbiamo fatto già un passo avanti, la modifica degli articoli 49 e 50 delle norme organizzative interne che è stata da taluni sottovalutata, ma è una rivoluzione epocale” spiega Gravina. La riforma delle norme sui format “consente di responsabilizzare tutte le singole componenti nell’adottare il miglior format possibile, comunque sempre sotto l’egida della Federazione che non ha nessuna intenzione di derogare o di delegare questo importante progetto di rivisitazione del format”. Gravina ha anche parlato di contatti col Governo per le riforme di sistema. “Con il sottosegretario Giorgetti siamo in costante e in continuo contatto per raccogliere idee ed elaborare progetti di riforma di tutto il sistema sportivo. Credo che già il primo impatto, con la trasformazione della Coni Servizi in Sport e Salute, sia un segnale ed un messaggio forte a tutto lo sport italiano”. “Per quanto ci riguarda – ha aggiunto il presidente della Federcalcio – stiamo lavorando su un percorso, su un progetto di riforma non solo come ipotesi della legge 91, ma soprattutto nell’adottare tutta una serie di provvedimenti che danno una maggiore spinta a quella sostenibilità di cui le società hanno bisogno”.

“Bisogna cambiare la filosofia, recuperare la vera cultura dello sport, che non significa cercare a tutti costi gli utili, il risultato, ma centrare il percorso che si compie per raggiungere un risultato, significa puntare alla ricchezza, intesa come capacità manageriale, come capacità nell’individuare la governance corretta, nell’avere gli obiettivi giusti, nei rapporti con la tifoseria, nei corretti investimenti in infrastrutture e nei giovani”, le parole di Gravina come risposta ad una domanda sulle difficoltà di alcune società soprattutto meridionali, a partire dalla vicenda del Bari Calcio per arrivare ai casi più recenti di Matera e Foggia. “C’è poi una parolina magica che da tempo viene sbandierata come parola risolutiva di tutti i problemi, mi riferisco alla sostenibilità. Dobbiamo cominciare a diffondere la cultura e l’idea che il mondo del calcio non può vivere e svilupparsi in maniera molecolare, ciascuno curando il proprio orticello nelle singole categorie, nelle singole Leghe, ma cercando un filo conduttore che sia quella spinta in più rispetto ad un regime di concorrenza che è atipico rispetto alla concorrenza imprenditoriale. Un’impresa può cercare di vincere affossando anche il concorrente per posizionare al meglio il proprio prodotto. Nel calcio, stranamente, il concorrente è fondamentale. Senza concorrente non si può giocare”.

Fonte:Repubblica.it

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