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TARANTO FC

Giorgio Enzo: “tifosi del Taranto, non mollate”

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Una storia personale da raccontare, unita ad un trascorso importante da calciatore di squadre come Torino, Lecce, Ascoli e Taranto.

Lui è Giorgio Enzo, classe ’62 ex mediano interditore a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.

-Buonasera mister, conoscevamo la tua vicenda personale in quanto riportata in passato da diverse testate sportive, ma ci era sfuggita la tua nuova carriera sulla panchina della Nazionale Trapiantati con cui sei diventato campione d’Europa…

“È stata un’esperienza emozionante. Ho iniziato con loro da giocatore, poco dopo aver subito il trapianto (di fegato, nds), ho giocato finché me la sono sentita. Ora da allenatore con questi ragazzi abbiamo ottenuto questa grande soddisfazione di vincere il campionato europeo. È un calcio comunque diverso, i ritmi non sono elevati. Per la prima volta però abbiamo giocato contro formazioni come la nostra, finora avevamo sempre incontrato squadre di calcio “vere” o rappresentative di categorie nei comuni che ci hanno ospitato. Il nostro messaggio è sempre quello di dare speranza a chi come noi si trova o si troverà ad affrontare una vita da trapiantato. Vogliamo far vedere che si può vivere ancora e bene.”

-Un messaggio importante e straordinario il vostro che, alla luce del modo esasperato con il quale viene vissuto il calcio, tende a mostrare che le cose importanti nella vita sono ben altre…

“Il calcio è certamente un mondo dove tutto è vissuto in modo esagerato. Negli ultimi anni è anche peggiorato rispetto ai tempi in cui giocavo io. Allora c’era ancora un po’ di genuinità, soprattutto tra i giocatori. Oggi è tutta una questione di immagine.”

-Tu eri un mediano di quelli che “menavano”, ma non eri un giocatore scorretto.

“Il mio modo di giocare era fatto di fisico e temperamento, mi ritengo un giocatore “ignorante” per così dire. Entravo con decisione, ma mai con cattiveria.”

-Nella tua ottima carriera hai vinto diversi campionati di B (2 col Lecce, 1 col Torino ed 1 con l’Ascoli), ma anche a Taranto hai raggiunto un traguardo importante nella stagione di B 1991-92.

“Arrivai a novembre da Ascoli, in serie A, chiamato a Taranto dal grande Giampiero Vitali, esordio allo Iacovone contro il Venezia, in una partita che finì 1-1. Nel Venezia giocava un grande giocatore, Francesco Romano, ex Napoli scudettato di Maradona.”

-Hai una grande memoria, ma ricordi i tuoi compagni di quel Taranto?

“Anche noi avevamo dei giocatori importanti che poi sono andati in serie A, mi riferisco a Turrini ad esempio, ma anche altri come Lorenzo e Muro.”

-Da quando arrivasti a novembre del ’91, la squadra fece un ottimo campionato e ad un certo punto la salvezza sembrava quasi raggiunta. Poi nel finale qualcosa andò storto…

“Eravamo quasi salvi, ma alcuni risultati non positivi ci fecero ripiombare nelle ultime posizioni. Poi riuscimmo a rialzarci e a raggiungere lo spareggio con la Casertana.”

-Un finale rocambolesco che consentì al Taranto di salvarsi nello spareggio di Ascoli. Che ricordi hai di quella partita?

“Ricordo la grande tensione per una partita che non si poteva sbagliare, segnò Turrini ma poi loro pareggiarono e sfiorarono anche il vantaggio. Fortunatamente Fresta trovò quel gol nei supplementari che ci permise di salvarci.”

-L’anno dopo però le cose non andarono bene ed il Taranto retrocesse.

“Si, c’erano delle difficoltà societarie, ma non fu solo per quello che arrivò la retrocessione. Diciamo che comunque partirono dei giocatori che non furono rimpiazzati adeguatamente.”

Il gol di Fresta contro la Casertana

-Hai vinto 4 campionati, qual è la ricetta per vincere?

“Eh… una squadra forte innanzitutto, una società importante e competente e un po’ di fortuna, che non guasta mai.”


-Hai fatto parte dell’ultimo Taranto in B, è passato una vita e sembra che il turno del Taranto non debba ritornare mai. Tu che idea ti sei fatto, visto dall’esterno?


“Penso che Taranto sia una piazza sfortunata, ha avuto delle occasioni per rialzarsi ma per una buona dose di sfortuna non c’è riuscita. È una piazza con un pubblico meraviglioso e una città bellissima in cui ho vissuto e sono stato bene. Vedo la passione che ci mettono i tifosi rossoblu ai quali dico che non bisogna mollare, la ruota gira e dovrà girare anche per il Taranto.”

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