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CALCIO

Ghirelli:”la stagione delle riforme è irrinunciabile”

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L’emergenza Coronavirus potrebbe gettare nel baratro molte società professionistiche, per i mancati introiti dovuti alla sospensione del campionato.

Nel caso i tornei non dovessero riprendere o si tornasse a giocare a porte chiuse, lo scotto maggiore lo pagherebbero i club di serie C, da sempre anello debole del calcio professionistico.

Molti dirigenti delle società di C hanno dato sfogo alla propria preoccupazione, alcuni di loro hanno mancato l’appuntamento con il pagamento degli stipendi. Se non dovesse esserci un ritorno alla normalità in tempo utile, molti presidenti potrebbero gettare la spugna.

Ritorna dunque di moda il tema delle riforme, verso un calcio più sostenibile, con il contenimento dei costi come obiettivo comune e più volte rilanciato dalla Lega di C puntando ad una defiscalizzazione della terza serie. Il presidente Ghirelli è ritornato sul punto, come riportato da vari siti sportivi:

“L’impatto potenziale, per la stagione corrente e per la prossima, va da un minimo di circa 20 milioni di euro ad un massimo di circa 84 milioni. Si stima un impatto economico fino a circa il 30% di contrazione sul fatturato medio annuo delle squadre, un impegno da parte del sistema della serie C non sostenibile con una concreta possibilità di default dei club già in forti difficoltà di bilancio prima della emergenza del coronavirus.

A rischio è l’intera piattaforma sportiva e sociale che le 60 squadre alimentano attraverso le attività giovanili, i centri sportivi, la crescita dei talenti, la quarta categoria e altre centinaia di iniziative sociali sul territorio. Attività e ruoli non ancora pienamente riconosciuti e condotti con professionalità, energia e passione dalla Lega Pro, che rischiano a questo punto di venire a mancare.

La stima dell’impatto è stata calcolata sulla base del verificarsi di tre differenti scenari, a seconda del protrarsi della pandemia.   

Il primo è uno scenario “porte aperte”, nel quale si prevede la conclusione della stagione in corso e la disputa dei play off/play out a porte aperte. C’è poi uno scenario “porte chiuse”, per il quale si ipotizza la conclusione della stagione in corso con partite a porte chiuse. Il terzo scenario, chiamato “stop campionato”, prevede il termine anticipato del campionato in corso e la ripresa delle partite, a porte chiuse, per i primi due mesi della prossima stagione. 

Per ciascuno di questi scenari è stato stimato un impatto economico derivante da eventi diretti certi, come ad esempio il mancato incasso da botteghino, ed eventi probabili.

La stagione delle riforme per il mondo del calcio – conclude Ghirelli – è irrinunciabile. Il Governo e il Ministro Spadafora riconoscono che il calcio è parte integrante del sistema produttivo nazionale. L’ecosistema del calcio della serie C ha bisogno di benzina per funzionare ma vuole anche proporre soluzioni per la ripresa economica, sociale ed occupazionale del Paese.”

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