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TARANTO FC

Evangelisti: “credo che Giove resterà al timone”

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Romano, classe 1965, con la casacca rossoblu può vantare una promozione in cadetteria da calciatore ed un’altra in C/1 da direttore sportivo, stiamo parlando di Luca Evangelisti, che in esclusiva a Cosmopolismedia si confessa, analizzando prima le sue stagione da dirigente in riva allo Jonio, per poi catalogare diversi personaggi che hanno gravitato attorno al pallone nostrano, sino a commentare le attuali vicissitudini del sodalizio di Massimo Giove.

Il SUO TARANTO “Ricordo con  grandissimo piacere quegli anni. Siamo stati capaci di costruire una macchina importante, ovviamente al di là del mio lavoro va sottolineato quello del presidente Blasi che si affidò ciecamente alla mia persona garantendomi assoluta autonomia. Il mio primo Taranto era un gruppo vero ancor prima che una squadra dagli indiscutibili valori tecnici. Quei ragazzi avevano un’anima, erano ambiziosi, erano mossi da spirito di appartenenza, lottavano tutti per lo stesso obiettivo. Quando in uno spogliatoio ci sono questi valori, difficilmente si fallisce.

Un aneddoto di quella stagione? Dopo l’esonero di Marino, i risultati continuavano a non arrivare, Blasi era deluso e lo raggiunsi alle quattro del mattino in azienda da lui per ribadirgli di non mollare, di proseguire sulla strada intrapresa, lui mi diede ascolto e dalla domenica successiva  non ci fermammo più sino alla finale contro il Rende. Quella fu la vera svolta della stagione. L’anno successivo confermai quasi in blocco il gruppo che aveva centrato la promozione, nonostante tutti avessero contratti annuali. Glielo avevo promesso, avevo garantito che se avessimo vinto il campionato tutti sarebbero rimasti in rossoblu e così è stato. Allestimmo una rosa competitiva, un mix tra calciatori esperti della categoria e giovani di spessore. A chi penso? Beh, Manuel Mancini e Fabio Prosperi su tutti. Fabio l’ho scoperto io, giocava a Vasto, con scarsa continuità facendo il terzino sinistro. È stata una scommessa che ho senza dubbio vinto visti poi i palcoscenici sui quali Fabio si è esibito. Ecco, lui rappresenta perfettamente quel senso di appartenenza a cui facevo riferimento prima.

Il sogno svanì ad Avellino, ma non va dimenticato che quell’anno furono gettate le basi per una delle squadre più forti mai viste a Taranto e mi riferisco a quella dei vari Cutolo, Plasmati, Toledo, De Falco, Cejas e tanti altri che a mio parere perse la Serie B due volte, la prima ad Ancona in quella maledetta finale Play Off, ma ancor prima nella gara contro la Massese, e dico questo perché ad esempio al Milan fu concesso di giocare nuovamente la gara sospesa a Bergamo, al Taranto invece fu comminata sconfitta a tavolino e squalifica dello Iacovone. Ecco lì si è rotto qualcosa”.

GIGI BLASI “Un visionario. Lui aveva capito quindici anni fa che l’unica strada da perseguire era quella della gestione dello stadio in maniera moderna. L’impianto sarebbe rimasto alla città ma lui lo avrebbe sviluppato, ammodernato, reso funzionale ai nuovi canoni. Ma non solo avevamo improntato il Taranto su un modello sostenibile che ci avrebbe permesso di attingere anche dalla vendita dei talenti che avevamo in casa. È stata un’opportunità persa e dubito fortemente che Blasi, col quale mi sento ogni settimana, possa ritornare in sella alla compagine tarantina. Lui è innamorato di questa squadra ma le troppe offese ricevute lo hanno segnato”.

PIERONI “Senza dubbio una delle persone dalle quali ho imparato di più. Sotto il profilo lavorativo è stato il mio mentore. Persona e dirigente importante, poi sia chiaro non stiamo parlando di uno stinco di santo, ognuno ha i propri difetti, chi non ne ha?”

GALIGANI “Vittorio è un amico ma mi sento in dovere di smentire alcune sue dichiarazioni. Il sottoscritto, a differenza di quanto da lui affermato (Corriere di Taranto, 18/06/2019, ndr)  non è mai stato contattato dal Taranto Calcio, non c’è mai stata alcuna trattativa figuriamoci se sono stato vicino a diventare il nuovo diesse. Luca Evangelisti lavora in un certo modo, devo godere di fiducia ed autonomia, il mio telefono non ha mai squillato ma se qualcuno dovesse chiamare potremmo parlarne”.

GIUSTIZIA SPORTIVA “Sono un uomo di calcio ma ancor prima uomo di campo. Nella mia vita ne ho viste di tutti i colori ma certamente le problematiche con la giustizia che ho dovuto affrontare mi hanno reso una persona diversa, più forte. Devo e voglio dire grazie alla mia famiglia che mi ha sempre supportato e spero di poter presto festeggiare la fine di questo incubo. Ho sempre agito nel rispetto delle norme, ciononostante sino ad oggi sono stato l’unico a pagare. La verità è una soltanto, ci vuole del tempo ma alla fine viene sempre a galla”.

GIOVE “Conosco Massimo e sono a conoscenza dei sacrifici che lo stesso sta compiendo per il bene del Taranto. Gli avevo dato dei consigli, nel calcio di oggi serve in primis programmazione, poi conoscenza  e spirito di appartenenza, il fallimento di questo progetto è sotto gli occhi di tutti ma fare calcio a Taranto non è mai semplice. È una piazza che genera un quantitativo smisurato di pressione, non è come disputare la serie D in altre città. Credo resterà al timone e gli auguro di raggiungere risultati importanti”.

PRESENTE E FUTURO “Qualche soddisfazione me la sono tolta ma sono un professionista e pertanto in costante aggiornamento. Ho un carattere particolare, non lo nego sono uno che non tollera intromissioni, se si sceglie una figura gli si deve permettere di lavorare con serenità. Sono sempre in giro, guardo centinaia di partite, di calciatori bravi è pieno il mondo, la capacità del direttore sportivo sta nel saperli mettere assieme e modestamente sono l’unico ad aver vinto a Taranto sia da dirigente che da calciatore”.

TIFOSI “A dir la verità non so perché ce l’abbiano con me, probabile sia per la mancata promozione in B, provate a chiederlo a loro, saranno più bravi a fornire una risposta”.

Fonte, Dario Gallitelli per CosmoPolisMedia.it

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