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Dibitonto: “girone H difficile, ripescaggi per i club blasonati”

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Oggi compie gli anni Nicola Dibitonto, classe 1966, ex portiere rossoblu per tre stagioni in C1 dal 2001 al 2004. Per l’occasione l’abbiamo raggiunto per una breve intervista telefonica.

-ciao Nicola, innanzitutto buon compleanno. Come va la vita quotidiana con l’emergenza in corso?

“Grazie per gli auguri. Siamo tutti in attesa che si torni prima possibile alla normalità. Già dal 4 maggio ci sarà un po’ di libertà di movimento in più, si potrà tornare a correre all’aperto, per chi è abituato ad allenarsi è come una liberazione.”

-Hai seguito quest’anno le vicende del Taranto, che idea ti sei fatto?

“Non so cosa non abbia funzionato. Credo però che il girone H sia davvero difficile, troppe società importanti nello stesso girone, che puntano a vincere spendendo tanti soldi. L’altro giorno leggevo che l’Ostiamare sarebbe la prima tra le ripescabili ma, con tutto il rispetto, non si può non considerare la differenza evidente di competitività tra i vari gironi.”

-cosa sarebbe più giusto secondo te allora?

“Bisogna trovare un sistema per recuperare le piazze importanti, che hanno storia e bacino d’utenza. Società che spendono tanto ed hanno alle spalle tradizione calcistica dovrebbero essere agevolate in fase di ripescaggio.”

-torniamo alla tua esperienza nel Taranto, quella squadra che mancò la B col Catania in finale playoff…

“Avevamo una squadra fortissima, Riganò, Cariello, Triuzzi, Marziano, Pisano, Galeoto, ma dovrei citarli davvero tutti. Meritavamo la B senza dubbio. In seguito la situazione societaria è precipitata, l’ultimo mio anno c’era un caos totale, cosa che portò al fallimento di lì a poco.
Quella promozione sfuggita è una “stellina” che manca alla mia carriera e ancora oggi ci penso.”

-in seguito il Taranto ha perso la B altre volte quasi sul traguardo. Cos’è che manca a Taranto per poter finalmente tornare a certi livelli?

“Mah, credo che per la legge dei grandi numeri il Taranto dovrà per forza di cose rientrare nel calcio che conta. Faccio questo lavoro da 38 anni, a volte la differenza tra vincere e perdere è davvero minima. Taranto è una città che dà tanto ad un calciatore, ma la pressione è fortissima, a volte alcuni giocatori non la reggono per l’intera stagione.”

-qual è il tuo saluto finale ai tifosi rossoblu?

“Ai tifosi dico di non mollare, di crederci sempre. Il mio augurio è che il Taranto risalga presto, magari già quest’anno.”



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