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De Vitis:”al Taranto anche la B starebbe stretta”

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Abbiamo raggiunto telefonicamente Totò De Vitis, indimenticato bomber rossoblu di fine anni ’80 in serie B. Per lui due campionati e 29 gol.

-Ciao Antonio, sono passati tanti anni da quando hai vestito la maglia del Taranto, che ricordi hai di quelle due annate in serie B?

“Ricordi positivi certamente, il primo anno avevamo una squadra giovane che all’inizio fece fatica per mancanza di esperienza. Poi nel girone di ritorno mantenendo un ritmo promozione abbiamo ottenuto la salvezza. Ci fu il cambio in panchina, iniziammo con Renna e poi arrivò Veneranda. Ma anche col compianto Mimmo avremmo sicuramente ottenuto gli stessi risultati.”

-Una grande rimonta che portò il Taranto dal penultimo posto allo spareggio a tre contro Lazio e Campobasso. Ma prima, nell’ultima di campionato, doppietta nel 3-0 al Genoa sul neutro di Lecce…

“Ricordo quella partita, lo stadio pieno, tifoserie tarantina e leccese gemellate, il Lecce stesso interessato al risultato del Genoa, tutto coincideva affinché si ottenesse quella vittoria.”

-Tutto coincideva. Invece è da un po’ di anni ormai che a Taranto sembra non coincidere più niente. Tant’è che siamo ancora in D…

“Non conosco benissimo le vicissitudini degli ultimi anni. Dall’esterno posso pensare che negli anni non si è costruita una società stabile che programmasse il futuro partendo dalle fondamenta, cioè affidandosi a gente competente nei ruoli dirigenziali. La disponibilità economica ci deve essere certamente, ma è molto importante la struttura di una società.”

-Arrivasti a Taranto in sostituzione di Nicola D’Ottavio, con la squadra rossoblu che si era guadagnata la promozione sul campo in B. D’Ottavio aveva fatto benissimo in C1 ma non fu confermato.

“Si, ricordo D’Ottavio e le sue qualità. Credo che la società decise di puntare su un attaccante più giovane, un rischio ben ripagato, visto che qualche gol l’ho fatto.”

-Ieri la Lazio ha vinto la coppa Italia. Ma il tuo gol nello spareggio li stava per mandare in C. A proposito era fuorigioco?

“Ho un ricordo bellissimo di quella giornata. Il pubblico, sia laziale che tarantino, il gol. Sì credo, rivedendolo ora, che fossi un mezzo metro avanti. Ma non se ne accorse nessuno e andò bene così.”

-Quella stessa estate Maiellaro fu ceduto al Bari e questo segnò l’inizio della fine della presidenza Fasano. Si disse in seguito che la cessione fu resa necessaria per far quadrare i conti.

“Quella società aveva speso molto l’anno precedente in C per vincere il campionato. Può essere che servisse una cessione importante.”

-Dopo Taranto sei approdato all’Udinese con cui hai vinto il campionato. Poi Piacenza e Verona, e altri quattro campionati di B vinti, con 125 gol all’attivo in cadetteria, quinto marcatore di sempre. In A però non hai avuto la stessa fortuna…

“Forse la A era un campionato non adatto alle mie caratteristiche. In B mi trovavo più a mio agio. Ero un attaccante di categoria.”

-In un sondaggio fatto recentemente online sulla nostra pagina Facebook, ti sei classificato secondo tra i giocatori più forti (e amati) di sempre dai tifosi rossoblu, dietro a Franco Selvaggi e davanti a gente del calibro di Maiellaro, Riganò e Turrini. Chiaramente Iacovone era fuori concorso.
Che impressione ti fa questa considerazione a distanza di anni da parte dei tifosi tarantini?

“Intanto, essere dietro Franco (Selvaggi) è un privilegio.
Mi fa davvero piacere questa considerazione che hanno di me i tifosi, perché da Taranto ne sono passati tanti di giocatori importanti.”

-Per finire, qual è il saluto che vuoi fare ai tifosi rossoblu?

“Più che un saluto vorrei fare un augurio. Taranto è una città a cui anche la B starebbe stretta. Quindi il mio augurio è che possa tornare presto nei campionati che gli competono.”

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