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CALCIO

Chievo, un giudice astenuto, due ricusati: decisione del Consiglio di Stato rinviata

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Il presidente del collegio Sabatino si fa da parte per via degli incarichi in Figc, altri due rimettono la questione al presidente di Sezione. Battaglia fra i legali del club e la Federcalcio sulla sospensione dell’esclusione dalla Serie B

Fonte Milanofinanza.it

La partita fra Figc e Chievo Verona va ai supplementari. Oggi il Consiglio di Stato ha rinviato la decisione sul ricorso presentato dal club contro l’esclusione dal campionato di Serie B decisa lo scorso luglio dalla Federcalcio. Un giudice, il presidente Diego Sabatino, ha infatti preferito astenersi per via dei suoi incarichi in Figc, mentre altri due togati sono stati ricusati dai legali del Chievo per aver partecipato a precedenti gradi di giudizio. Il collegio ha dunque trasmesso gli atti al presidente della quinta Sezione affinché avvii la procedura per stabilire se i due magistrati in questione possano o meno pronunciarsi sulla controversia. Nell’attesa della decisione, però, resta il dubbio sulla composizione della prossima Serie B: la Figc ritiene di proseguire senza il Chievo, i legali del club sono convinti che l’esclusione resti sospesa fino alla pronuncia del Consiglio di Stato.

Lo scontro fra Chievo e Figc

Per il Chievo si tratta del ricorso della vita, come già spiegato da MF-Milano Finanza. Dopo 11 anni ininterrotti di militanza in Serie A la squadra miracolo sbucata da un quartiere di Verona era scivolata in B nell’estate del 2019. Ma dopo due anni di permanenza nella serie cadetta, la Federcalcio ha rifiutato nel luglio 2021 la sua iscrizione al campionato applicando alla lettera una regola: i club con pendenze fiscali sono esclusi a meno che non rateizzino quanto dovuto. Il Chievo aveva chiesto questa rateizzazione all’Agenzia delle entrate, incappando però in un ostacolo burocratico. Il governo di Giuseppe Conte aveva infatti nel frattempo vietato l’emissione di cartelle esattoriali dall’8 marzo 2020, quando l’Italia certifica l’inizio della pandemia, al primo settembre 2021. Senza la cartella, però, il Chievo non poteva ottenere alcuna rateizzazione. Di qui il provvedimento della Figc che esclude il Chievo dalla Serie B, scatenando una ridda di ricorsi.

L’iter giudiziario

La decisione della Federcalcio è stata dapprima confermata dalla giustizia sportiva e poi dal Tar a maggio del 2022. Arriviamo così ai giorni nostri. Il Chievo ricorre al Consiglio di Stato, che sospende la decisione del Tar e fissa l’udienza di decisione per oggi. Nel mentre, il 16 giugno, arriva però l’interpellanza dei legali del club che chiedono a tre giudici su sei del collegio di astenersi. Il presidente Sabatini preferisce effettivamente astenersi in quanto componente della sezione consultiva della Corte federale d’appello della Federcalcio, parte in causa. Altri due magistrati non fanno altrettanto e vengono perciò ricusati dai difensori del Chievo perché hanno già preso parte a precedenti gradi del procedimento, rigettando alcune richieste del Chievo. 

Le conseguenze sulla Serie B

A seguito della ricusazione, così, il processo si interrompe ancora una volta e il destino del Chievo rimane incerto. Secondo la Figc, il nuovo rinvio comporta la decadenza la sospensione della pronuncia del Tar e quindi fa ritornare in vigore l’esclusione del Chievo dalla Serie B. Secondo gli avvocati del club, invece, la mancata pronuncia nel merito mantiene intatta la sospensione del provvedimento di primo grado e quindi impedisce alla Federcalcio di proseguire nell’organizzazione dei prossimi campionati come nulla fosse. C’è materia per un ennesimo round del match giudiziario fra Lega e Figc.

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