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UNA CHIACCHIERATA CON…

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Abbiamo raggiunto telefonicamente Pietro Maiellaro, indimenticato fantasista consacratosi nel Taranto e diventato in seguito un leader del Bari in serie A. Col Taranto Maiellaro ha vinto un campionato di C1 nel 1985-86 e ottenuto una salvezza in serie B l’anno seguente, con 57 presenze e 10 reti totali. Col Bari 4 stagioni con una promozione in A e due campionati in massima serie, con 119 presenze e 26 reti. Buonasera Pietro, domenica c’è Bari-Taranto, una partita che per te ha un sapore particolare: “Le due squadre a cui sono legato di più. Taranto mi ha fatto conoscere nel calcio che conta, con il Bari ho fatto la serie A, porto entrambe le esperienze nel cuore.” Hai giocato il derby con entrambe le maglie, che ricordi hai di quelle partite: “Che giocavo sempre male, anzi non volevo giocare contro il Taranto. Una volta mi è capitato anche di segnare (14 maggio…

Il calcio si sa è materia semplice, ma è anche come dice il buon Arrigo Sacchi la cosa più importante tra quelle meno importanti. Altra ovvietà sul mondo pallonaro è sicuramente il dato statistico concernente all’identità di genere che segue e fa parte di questo universo. Albert Camus, filosofo e scrittore franco algerino asserì che “Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio”. Tutto bello, bellissimo, ma…ma le donne? Esistono donne felici in uno stadio o su campo di calcio? Esistono, esistono e spesso le dimostrazioni sono dietro l’angolo. “Gioco a calcio da quando ne ho memora. Sono nata in una famiglia a maggioranza maschile e la gioia nell’avere finalmente una donna era immensa. Non ho però mai soddisfatto chi mi regalava Barbie o la Nouvelle Cuisine (si sono nata negli anni 80), al contrario i miei migliori amici di…

È un Francesco Mignogna che pensa positivo. Questo Taranto ha le qualità giuste perché sia la volta buona: “Ho visto ieri la partita, credo che entrambe le formazioni abbiano giocato bene, alla fine è uscita fuori la qualità superiore del Taranto rispetto al Brindisi. I rossoblu sono un’ottima squadra, compatta e con individualità di spessore, potrebbe essere l’anno buono per salire.” Come giudichi questo campionato, in termini di qualità delle partecipanti? “Vedo diverse buone squadre, ma complessivamente non al livello di qualche stagione fa. Tra le squadre viste all’opera contro il Taranto, quella che mi ha impressionato maggiormente a livello di gioco è stato il Lavello, anche se poco concreto negli ultimi 16 metri.” Credi che classifica alla mano la promozione sia ormai solo una faccenda tra Taranto e Casarano? “Il Casarano, dovesse vincerle tutte, finirebbe davanti al Taranto. I rossoblu devono pensare a vincere il più possibile. Le altre…

Una lunghissima carriera, quasi un’era nell’Inter tra il ’69 e l”83, un mondiale vinto da calciatore, un altro da preparatore dei portieri, due scudetti, tre coppe Italia, una finale ed una semifinale di Coppa dei Campioni, quando per giocarla era necessario arrivare primi in Italia. Stiamo parlando di Ivano Bordon, mitico portiere tra gli anni ’70 ed ’80 di Inter, Sampdoria e Brescia e, ovviamente, della Nazionale.-Buongiorno mister, partiamo proprio dal tuo rapporto con la maglia azzurra, dopo il mondiale del ’78 Dino Zoff sembrava sul viale del tramonto, invece ha resistito vincendo il titolo piu importante a 41 anni. Hai mai pensato che senza la sua longevità avresti potuto essere tu ad alzare quella Coppa nell”82?”No (sorride), non l’ho mai pensato. Zoff fu attaccato ingiustamente per il gol preso contro l’Olanda in semifinale nel ’78, il ruolo del portiere è difficile perché non permette errori. Si è preso la…

Olcese è arrivato a Taranto a dicembre. Nel corso di questa stagione non abbiamo visto la versione migliore dell’attaccante argentino ma ha dimostrato più volte di essere una persona assolutamente professionale e un calciatore di grande esperienza.Emiliano, sui social pubblichi video dei tuoi allenamenti quotidiani. Come stai trascorrendo nel dettaglio questo periodo post-lockdown?“Trascorro molto tempo in famiglia visto che ancora non c’è una data di ripartenza per il calcio. Comunque mi alleno, mi mantengo in forma e mi preparo per la prossima stagione. Non nego la preoccupazione per la mancata considerazione a tutto il mondo della serie D ma mi auguro che possa risolversi tutto al più presto e rimanga solo il ricordo di un brutto periodo” Quali sono i tuoi programmi per il futuro? Ti piacerebbe restare a Taranto?“Mi alleno per essere pronto alla prossima stagione. Mi piacerebbe restare a Taranto ma questo non avverrà. Purtroppo sono arrivato in…

27 maggio 1990, Taranto-Ternana 2-1 sancisce il ritorno in B dei rossoblu dopo un solo anno di purgatorio in C1. Autore del secondo gol che regala la certezza della promozione il capitano di quella squadra, Giorgio Roselli. Per lui 3 stagioni al Taranto, 2 in B ed una, trionfale in C1, con 91 presenze e 19 gol. -Buonasera mister, oggi sono trent’anni da quel gol… “Eh sì, eravamo tutti più giovani. Un ricordo indelebile, con quella vittoria arrivò la matematica promozione in B, c’erano 30mila persone allo stadio in un clima straordinario. Fu una stagione nella quale siamo stati quasi sempre in testa, facemmo il record di punti, non ce n’era per nessuno. Era una squadra fortissima, più forte di quella che l’anno prima retrocesse dalla B.” -L’anno prima appunto il Taranto retrocesse, cosa ti spinse a restare anche in C? “Taranto era una città attaccatissima alla sua squadra. A…

L’emergenza da Covid19 ha costretto gli italiani ad un cambiamento radicale del loro stile di vita. Questa situazione di emergenza non ha precedenti: le ansie e le preoccupazioni legate alla quarantena possono diventare invalidanti e paralizzare rispetto alla ripresa della vita e delle varie attività, anche quella sportiva. La paura è un’emozione che ci può salvare, perché consente all’essere umano di reagire a stimoli considerati pericolosi e minacciosi; per cui avere paura in questo momento può proteggerci da una possibile infezione, e invogliarci a rispettare le regole e le indicazioni del Ministero della Salute e dell’OMS. Tuttavia la paura può indurre la persona a vivere ansie e sensazioni di panico, disagio fisico e psicologico, con conseguenze sulla salute, anche nella fase successiva alla quarantena. E’ fondamentale cercare di non farsi prendere da visioni catastrofiche del presente, ma soprattutto rispetto al futuro, per questo è consigliabile evitare di informarsi eccessivamente, poiché,…

Luca Brunetti, ospite telefonico a “Dentro la rete” di lunedì 11 novembre, un giocatore che ha segnato una generazione di tifosi che ricordano ancora il suo soprannome “Luca-Bazooka” -buonasera Luca, innanzitutto buon compleanno. 4 stagioni, 130 presenze e 9 gol per te in rossoblu, dall’88 al ’92. Un gol che è rimasto nella storia segnato a Pescara. Segui ancora il Taranto e che ricordi hai di quel periodo? “Come si fa a non seguire il Taranto, una squadra che mi è rimasta nel cuore e una maglia che ho stampata sulla pelle. Seguo ogni domenica attraverso il Televideo e le immagini che mi arrivano” -Luca, a parte il gol al Pescara hai fatto un altro gol storico, quello che permise al Taranto di battere la Juventus “Fu un gol importante per noi tarantini, dico noi perché mi sento anch’io in parte tarantino. Vincemmo con la Juventus, un risultato importante anche…

Un’ala che abbinava tecnica, corsa e cuore. Lui è Silvio Paolucci, mitico numero 7 per quattro stagioni in maglia rossoblu dal 1985 al 1989.- Buonasera mister, domenica c’è una partita importante contro il Sorrento, tu in C1 nel 1985/86 realizzasti un gol che si rivelò decisivo per le sorti della stagione:”Ricordo bene quel gol, venivamo da un periodo non buonissimo, la partita col Sorrento fu brutta e tirata, alla fine vincemmo con un mio gol. Raccolsi una palla sfuggita di mano al portiere e la depositai in rete.”- Quella vittoria portò il Taranto a +4 su Casertana e Barletta. Poi il Taranto gestì il vantaggio fino all’ultima giornata con i tuoi gol, di D’Ottavio e Maiellaro “Avevamo una grande squadra, c’erano oltre a quelli citati Lopez, Donatelli, Rocca, Chiarenza, Piangerelli, Biondo. Io feci 8 gol D’Ottavio altri 15, quando all’epoca non era così facile segnare.”-L’anno dopo in B la grande…

Nella serata di oggi abbiamo fatto una chiacchierata col talentuoso centrocampista rossoblu Antonio Marino. 1 Qual è stato il percorso che ti ha portato a giocare nel Taranto? -Conoscevo molto bene il calore della piazza tarantina ed ho sempre saputo che il Taranto calcio, per i tifosi, è tra le cose più importanti. Appena ho ricevuto la chiamata dalla società non ci ho pensato due volte ad accettare. 2 L’anno scorso eri in prestito al Latina. Quali differenze hai trovato tra il girone G e quello H? -L’anno scorso ho affrontato due campionati differenti. Ho giocato nella prima parte della stagione con la Primavera A del Napoli e a gennaio con il Latina. Il girone G a differenza del girone H è un girone un po’ più tranquillo. Nel girone attuale ogni partita è una battaglia , una battaglia in tutti i sensi!Nessuno ci regala niente. 3 Cosa ti aspetti…