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La storia del Taranto

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Campionato 1977-78 Chissà come sarebbe andata senza quel tragico incidente. La morte di Iacovone privò Taranto di un ragazzo gentile, con una parabola sportiva in ascesa, come lo era quella della squadra rossoblu. Dotato di un elevazione straordinaria e colpi da campione (come il gol-vittoria al Bari), Iacovone e la sua tragedia personale sono oggi l’emblema di una squadra incompiuta, da allora mai più realmente competitiva per il salto in serie A. La tragedia ha creato il mito, incorruttibile ed eterno, un connubio squadra-calciatore senza eguali, per certi versi, in Italia, ed una tifoseria ciclicamente tradita dai suoi stessi eroi che, anche per questo, lo ha eletto ad unica bandiera. Un’immagine di Taranto Bari 1-0 del 20-11-1977, Iacovone che si produce in una sua specialità, il colpo di testa, grazie ad un’elevazione straordinaria Anno 1977-78. Taranto prima a livello di reddito pro-capite del sud Italia, l’Italsider offriva ancora lavoro diretto…

In attesa di buone nuove dal terreno di gioco, continuiamo a curiosare nella storia dei rossoblu. In tutto sono 11 le promozioni ottenute sul campo dal Taranto , di cui 7 dalla C alla B, due dalla C2 alla C1 , 1 dalla D alla C2 e l’ultima, quella dell’anno scorso dalla D alla C. N°1: 1934-35, la prima promozione in serie B Campionato di Prima Divisione, girone G Squadre partecipanti 12 Anconitana, Campobasso, Cerignola, Fano, Fermana, Frosinone, Jesi, Manfredonia, Pescara, Sora, Sulmona, Taranto Classifica finale Taranto 34 Anconitana 32 Cerignola 28 Fermana 24 Jesi, Pescara, Sulmona, Fano 22 Manfredonia 19 Frosinone 16 Sora 12 Campobasso 10 Dopo diversi tentativi, il Taranto riesce finalmente a centrare la promozione in serie B, sfuggita nel ’29 (spareggio finale perso col Lecce). Dopo la fase a gironi, nel quale i rossoblu s’imposero davanti all’Anconitana nel girone G con vittoria decisiva per 1-3 nell’ultima…

Stagione 2020-21: il ritorno in C Danilo Pagni, ds in pectore, contatta Gaetano Auteri per la panchina rossoblu. Un nome altisonante per la categoria. L’affare non si conclude, il tecnico siciliano preferisce aspettare una chiamata dalla C. Così Giove vira su un suo pallino, una scommessa tutta da verificare: il tecnico del Fasano Giuseppe Laterza. Pagni affermerà in seguito che la scelta fu condivisa, ma nonostante le foto di rito con l’amico Vittorio Galigani, all’improvviso il matrimonio salta, ufficialmente per problemi burocratici legati al tipo di tesseramento per il già Ds rossoblu in epoca Blasi. Giuseppe Laterza, il tecnico che riporterà il Taranto in serie C Giove contatta Francesco Montervino, l’accordo in questo caso è rapido: per l’ex Napoli è il terzo ritorno da ds. Resta in bilico l’ingaggio di Laterza, ma dopo un confronto col tecnico, fasanese di nascita, Montervino avvalla la scelta. Il mercato non accarezza le fantasie…

Il ritorno di Massimo Giove L’estate del 2017 trascorre in un clima surreale con la tifoseria tarantina che chiede a gran voce un cambio al vertice della società dopo il disastroso campionato conclusosi con la retrocessione in serie D. Spaccature anche nei gruppi organizzati, con gran parte della Curva che sceglie il boicottaggio ad oltranza. La proprietà Zelatore-Bongiovanni prova a rilanciarsi con l’ingaggio del Ds Luigi Volume che porta a Taranto un tecnico fresco vincitore del girone I con il Leonzio, l’ex Reggina Francesco Cozza. La squadra costruita sembra di buon livello, diversi elementi provengono soprattutto dal girone I, come Antonio Crucitti e Giuseppe Savanarola, a cui si aggiungono Bojan Aleksic dal Francavilla in Sinni e il ritorno di Cristiano Ancora dal Nardò. Il colpo da 90, almeno sulla carta, è Manuel Pera, centravanti con una carriera di livello per la categoria, ma mai sceso al Sud prima dell’ingaggio col…

Il ritorno del duo Bongiovanni-Zelatore, il ripescaggio e il disastro in serie C L’estate del 2015, iniziata con la speranza del ripescaggio in Lega Pro, aveva improvvisamente cambiato direzione verso un’inopinata crisi societaria dovuta al disimpegno del presidente Mimmo Campitiello. La svolta per il proseguo della vita del club arriva attraverso la soluzione “interna”, con le quote di Campitiello cedute al prezzo simbolico di un euro al duo Bongiovanni-Zelatore, che assicurano così la continuità del calcio rossoblu. Nel frattempo, l’unica vera continuità col passato si identifica nella scadenza dei termini per un’eventuale domanda di ripescaggio, con la “nuova” società che s’insedia quando i giochi sono ormai fatti. Sarà ancora serie D.Il duo richiama Francesco Montervino per fare la squadra, ma impone il tecnico e una certa tarantinità tra i componenti della rosa. Tra Franco Delli Santi (prima scelta del duo) e Pierfrancesco Battistini (opzione del Ds), sbuca a sorpresa Michele…

L’anno di Campitiello Estate 2014. L’addio di Molinari, passato al Brindisi, viene vissuto come un tradimento dalla tifoseria. Ma a preoccupare maggiormente è la situazione societaria. Domenico Campitiello, imprenditore nel ramo alimentare, e Francesco Montervino ds, sembrano la svolta tanto attesa dai tifosi rossoblu. Il passaggio (traumatico) delle quote tra gli ex soci (non tutti) e il nuovo numero 1, avviene dopo un tira e molla di circa un mese. Proprio quando sembrava tutto saltato, l’accordo viene trovato, appena scaduti i termini per la presentazione della domanda di ripescaggio. La quasi totalità dei soci cede le proprie quote. Nardoni resta presidente onorario. Alcuni soci restano proprietari delle loro quote. Campitiello attua scelte anche impopolari, nell’ottica della riduzione dei costi. La piazza che ha accolto con favore il suo avvento, mostra adesso segni di diffidenza, con critiche anche aspre, sull’operato di Montervino nel mercato. Si tenta il ripescaggio in seconda chiamata,…

La ripartenza dalla D, il biennio 2012-14 Il 29 giugno 2012 D’Addario comunica alla città che non iscriverà la squadra al successivo campionato di lega Pro. Si apre nuovamente il baratro dei campionati dilettanti. È questa la triste realtà, dopo l’estemporanea gioia per l’inverosimile notizia-bufala della vittoria al Tar del Lazio dell’avvocato Russo, col Taranto riammesso in B. Un’altra beffa per i tifosi, in molti già scesi in piazza a festeggiare. Ma Taranto è anche questa. Il logo del Taranto che riparte dalla serie D Mentre i discorsi si protraggono su ciò che poteva essere e non è stato, la città che conta (soprattutto i livelli più alti) è in tutt’altre faccende affaccendata. Il tempo scorre e non si muove foglia, si rischia di ripartire dai campionati regionali. La neonata Fondazione Taras registra un nuovo marchio, il Taranto Fc 1927, mettendolo a disposizione di chiunque abbia voglia e capacità economica…

L’era D’Addario. I rapporti tra Blasi e la piazza erano ai minimi termini, non solo con la tifoseria. La figura di Enzo D’Addario aleggiava già da un po’ quale possibile acquirente della società rossoblu. L’accordo arriva in estate, nel 2009: quote al 50% per un binomio che durerà poco: il 24 giugno viene firmato l’accordo, il ds confermato Pagni costruisce una squadra sulla carta sontuosa partendo da Innocenti e Corona, due attaccanti dal curriculum inequivocabile. Si torna a parlare di serie B, ma il nuovo socio alza l’asticella dichiarando che il suo sogno è una finale di Champions League contro il Barcellona. Parole che dovevano suonare subito come un campanello d’allarme ma, si sa, la folla è femmina e le parole fanno sempre effetto. Arriva anche la ciliegina sulla torta, quel Correa, trequartista argentino di proprietà della Lazio che D’Addario si assicurò, dopo lunghissime trattative, sganciando 200 mila euro per…

Il dopo Pieroni e l’era Blasi Dopo quel Taranto-Catania del 2002 s’inclinò il rapporto tra la piazza e Pieroni che, quello stesso anno, aveva portato l’Ancona in A. In realtà iniziò anche il declino dell’ex ds, schiacciato dalle difficoltà economiche e dai rapporti anomali di quel calcio malato, che portarono al caos di Calciopoli del 2006. Il Taranto perse molti protagonisti in estate, tra cui Riganò, ma i problemi erano altri. Le dispute societarie e il malcontento della tifoseria incisero sul campionato di C1 2002-03, iniziato con Di Chiara in panca, sostituito da Brini all’ottava e raggiunse il centro classifica dopo aver rischiato i playout. Playout che si materializzano l’anno seguente, con una società allo sbando che abbandona la squadra al suo destino. Il Taranto 2003-04 arriva penultimo e perde il doppio confronto contro la Fermana, due pareggi che sentenziano la retrocessione in C2. Pieroni ha un ultimo sussulto iscrivendo…

L’era Pieroni. L’estate del 2000 era appena iniziata quando una novità societaria riportò un rinnovato entusiasmo. Massimo Silva, il giorno della festa promozione in C1 nell’ultima in casa contro il Catanzaro Ermanno Pieroni, ex ds ai tempi del secondo Carelli, prese le redini della società con una cordata di imprenditori tarantini. C’era aria di ripescaggio in città. E così fu: a fine luglio i rossoblu, tornati alla denominazione ‘Taranto calcio’, forti del migliore secondo posto di tutti i gironi, furono ripescati in C2. Una sensazione di svolta tra i tifosi che non si respirava da anni: era maturato il momento del ritorno nel calcio che conta. Pieroni era all’apice della sua carriera di procuratore. Proprietario anche dell’Ancona in B, aveva la reputazione giusta, in quel momento storico del calcio italiano, per essere credibile al pubblico tarantino e il ripescaggio all’indomani del suo insediamento né aumentò il credito verso il popolo…