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ll presidente della FIGC a Radio Cusano TV Italia: “La priorità è quella di finire i campionati, senza compromettere la stagione 2020/2021. Non possiamo permetterci un’estate piena di contenziosi, Uefa e Fifa stanno lavorando per andare anche oltre il 30 giugno. Juve modello di responsabilità, al Governo abbiamo chiesto la creazione di un fondo per il calcio. La Serie C va riformulata, con un campionato d’élite a 20 squadre e un altro semi-professionistico a 40” Fonte: skysport.it

Per le curve il campionato è già finito. Nel mezzo della pandemia, in cui la serie A si spacca per la ripresa o no della stagione tra giugno ed agosto, il mondo del tifo organizzato si schiera compatto. Tutto è iniziato dalla richiesta fatta dal capo ultrà dell’Atalanta (il “Bocia”) che con una lettera ha invitato il presidente Percassi a non giocare più per rispetto dei tanti morti di Bergamo. Tutto questo a prescindere dalla decisione di Lega, Figc e Governo. “Fermiamoci qui, l’unico avversario è il virus”. L’invito ha fatto il giro delle curve (virtuali) ed è stato appoggiato dai principali gruppi ultras di tutta Italia. In primis gli eterni “nemici” (termine antipatico) del Brescia: “Troppi morti e lacrime, non torneremo allo stadio”. Dello stesso avviso la Curva Sud del Milan che ha diramato un comunicato via web in cui si invitano i “grandi” del calcio ad evitare stupide…

Col campionato fermo e che difficilmente riprenderà, è tempo di riflessioni sul futuro del calcio, stretto tra la necessità di attenuare le perdite e l’impossibilità di pianificare una strategia praticabile. Si moltiplicano infatti le ipotesi, tutte rivolte a scongiurare la chiusura definitiva della stagione, che comporterebbe inevitabili conseguenze sul piano economico di tutte le società, dalle big della serie A alle compagini dilettantistiche. La Juventus è la prima in Italia ad aver concordato un taglio netto degli stipendi dei giocatori, quasi tutti a sei zeri, che permette un risparmio di 90milioni di Euro sul bilancio dei bianconeri. Possibile che si accodino altre big di serie A con i propri giocatori, seguendo la strada tracciata dalla Juventus. Una misura cautelativa del club campione d’Italia, che preannuncia la possibile e sempre più probabile chiusura definitiva della stagione, anche per volontà dei tesserati, preoccupati come tutti della propria salute e quella delle proprie…

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha parlato ai microfoni di Rai3: “A me dispiace dire e annunciarlo proprio qui, ma le ottimistiche previsioni che facevano pensare di potere riprendere a fine aprile o ai primi di maggio – i campionati di calcio e in tutte le discipline – credo lo siano state un po’ troppo. Sul 3 maggio sono dubbioso, se ci fosse la possibilità di riprendere decideremo di farlo a porte chiuse. A oggi ho qualche dubbio sulle dichiarazioni che sento di poter riprendere la competizione. Sono gli stessi scienziati a non avere certezze rispetto all’evoluzione. Non è che stiamo sbandando, ma dobbiamo adattare le decisioni che cambiano continuamente”. Il campionato di calcio è finito? “Credo che le persone abbiano bisogno di ogni tipo di informazione di tranquillizzare o dispiacere. La scelta finale sarà alla federazione, ma le previsioni ottimistiche di iniziare il 3 maggio… È difficile che possa riprendere, se la FIGC dovesse…

L’emergenza Coronavirus potrebbe gettare nel baratro molte società professionistiche, per i mancati introiti dovuti alla sospensione del campionato. Nel caso i tornei non dovessero riprendere o si tornasse a giocare a porte chiuse, lo scotto maggiore lo pagherebbero i club di serie C, da sempre anello debole del calcio professionistico. Molti dirigenti delle società di C hanno dato sfogo alla propria preoccupazione, alcuni di loro hanno mancato l’appuntamento con il pagamento degli stipendi. Se non dovesse esserci un ritorno alla normalità in tempo utile, molti presidenti potrebbero gettare la spugna. Ritorna dunque di moda il tema delle riforme, verso un calcio più sostenibile, con il contenimento dei costi come obiettivo comune e più volte rilanciato dalla Lega di C puntando ad una defiscalizzazione della terza serie. Il presidente Ghirelli è ritornato sul punto, come riportato da vari siti sportivi:”L’impatto potenziale, per la stagione corrente e per la prossima, va da…

Cosa accadrà se i campionati non dovessero riprendere? Alla luce della situazione attuale, è abbastanza chiaro che aprile sarà il mese decisivo: se l’emergenza Coronavirus non dovesse rientrare completamente o almeno essere dichiarata sotto controllo, difficile ipotizzare la ripresa e la conclusione dei tornei. La speranza di tutti è che ciò non avvenga, ovviamente, il che significherebbe il superamento di una emergenza sanitaria senza precedenti dal dopoguerra ad oggi. Il tal caso, se i campionati ripartissero per i primi di maggio, è lecito ipotizzarne la conclusione, tra la fine di giugno ed i primi di luglio. Da capire come verranno gestiti i contratti in scadenza al 30 giugno: possibile che sia data discrezionalità alle società sul prolungamento degli stessi, se si dovesse andare oltre tale data. Ipotesi comunque remota: se non si riparte per i primi di maggio, più facile che i campionati siano dichiarati conclusi, diversamente si giocherà ogni…

Bepi Pillon, in passato accostato più volte anche alla panchina del Taranto, rinuncia alla guida del Cosenza per tornare in Veneto, vicino alla sua famiglia. Un’altra dimostrazione tangibile di come l’Italia intera sia in apprensione per l’emergenza Coronavirus. Articolo tratto da serieBnews.com Una notizia inaspettata per il tecnico che era subentrato da poche partite a Braglia e che, in ogni caso, non era riuscito a imprimere il cambio di marcia al Cosenza. La decisione di Pillon è arrivata a causa della diffusione del coronavirus, che in Veneto è molto più estesa rispetto alla Calabria (il mister è di Treviso, ndc). Pillon, 64 anni, ha chiarito: “Dopo un’attenta riflessione e un confronto diretto con la Società Cosenza Calcio, in maniera consensuale, abbiamo deciso di interrompere il nostro rapporto di lavoro. In questo periodo di difficoltà per l’Italia, il mio pensiero e la mia preoccupazione è rivolta alla salute mia, della mia famiglia ma anche a quella di tutti gli italiani. Questo…

L’Europeo di calcio previsto per questa estate slitta al 2021. E’ questa la decisione della Uefa emersa nell’incontro odierno con le federazioni. Una decisione dettata dall’aggravarsi dell’emergenza coronavirus e dalla necessità di dare alle federazioni più tempo per completare i campionati. La prima a comincare la notizia, via Twitter, è stata la Federcalcio Norvegia: “La UEFA ha deciso di rimandare il Campionato europeo al 2021. Si giocherà dall’11 giugno all’11 luglio del prossimo anno”. FINALI COPPE EUROPEE GIUGNO – Come riporta Marca, le finali di Champions ed Europa League saranno quindi spostate a sabato 27 giugno a Istanbul (UCL) e mercoledì 24 giugno a Danzica (UEL). Fonte ilsecoloXIX.it

“Sto bene, tranquillizzo tutti. Sono sempre stato abbastanza bene, non ho avuto sintomi gravi. Mi ritengo fortunato, è stata una bella botta: sono stato il primo nel nostro ambiente, spero sia servito a sensibilizzare un po’ tutti”. Daniele Rugani, il difensore della Juventus che è stato il primo caso di positività al coronavirus reso noto in Serie A, rassicura dai microfoni di Jtv sulle sue condizioni di salute. Anche la compagna del giocatore, la giornalista e conduttrice tv Michela Persico, 29 anni, è risultata positiva. Lo ha annunciato lei stessa in un video pubblicato su Instagram: “Ho appena ricevuto l’esito del tampone ed è positivo. Non ho alcun sintomo e sto benissimo, sono fortunata – precisa – Ci tenevo a ringraziarvi per il vostro affetto e rassicurarvi sulla mia salute, come di quella di Daniele. Ma ci tengo a raccomandare davvero tutti a rispettare quelle norme che sono state indicate per sconfiggere il virus, restare a casa, perché, come è capitato a me, si può…

Conference call dei 20 club: si studia la proroga dei contratti al 15 luglio I 20 club della Serie A hanno discusso oggi nel corso di una conference call le misure da adottare/suggerire per fronteggiare l’emergenza coronavirus e consentire la conclusione del campionato di calcio. Le società hanno fissato la data del 9 maggio come data ultima per riprendere a giocare per poter poi consentire lo svolgimento delle giornate mancanti, spostando così la chiusura oltre il 30 giugno. Per risolvere tutte le questioni “colletarali” (contratti dei giocatori in scadenza, sponsorizzazioni, diritti tv), la proposta è quella di spostare le scadenze a metà luglio, con una deroga alle norme delle regole Noif. Le società si sono poi accordate per aggiornarsi nei prossimi giorni, e comunque all’indomani del vertice Uefa in calendario martedì 17, per poter fare il punto in linea con l’evoluzione dell’epidemia in corso. In ogni caso, durante la riunione non è stata invece preso in considerazione uno stop definitivo del campionato. Sintonia invece con…