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La storia del Taranto

Capitolo XV

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L’anno di Campitiello

Estate 2014. L’addio di Molinari, passato al Brindisi, viene vissuto come un tradimento dalla tifoseria. Ma a preoccupare maggiormente è la situazione societaria. Domenico Campitiello, imprenditore nel ramo alimentare, e Francesco Montervino ds, sembrano la svolta tanto attesa dai tifosi rossoblu. Il passaggio (traumatico) delle quote tra gli ex soci (non tutti) e il nuovo numero 1, avviene dopo un tira e molla di circa un mese. Proprio quando sembrava tutto saltato, l’accordo viene trovato, appena scaduti i termini per la presentazione della domanda di ripescaggio. La quasi totalità dei soci cede le proprie quote. Nardoni resta presidente onorario. Alcuni soci restano proprietari delle loro quote.

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Campitiello attua scelte anche impopolari, nell’ottica della riduzione dei costi. La piazza che ha accolto con favore il suo avvento, mostra adesso segni di diffidenza, con critiche anche aspre, sull’operato di Montervino nel mercato. Si tenta il ripescaggio in seconda chiamata, ma l’Arezzo di Capuano, a sorpresa, presenta una domanda-lampo e per via del play-off vinto a Taranto a giugno, si assicura un posto in Lega Pro.L’arrivo di Genchi non scatena eccessivamente la fantasia dei tifosi. C’è troppa amarezza per l’addio di Molinari, ma Peppe sarà un recordman in fatto di gol. La piazza chiede la conferma di Balistreri, che non arriva, con ulteriori polemiche sull’eccessiva parsimonia del presidente. La scelta del tecnico ricade su Favo, ex compagno di squadra di Montervino all’Ancona. Gli arrivi di Marino, Pambianchi, Ibojo, Gaeta e degli under Gabrielloni, Porcino e Mirarco si aggiungono alle conferme di Mignogna, Marsili e Ciarciá. Sará l’anno di un super Genchi, di under finalmente all’altezza, soprattutto Porcino e il bomber dei minuti di recupero Gabrielloni.

Francesco Pambianchi, 3 stagioni ed 1 rete col Taranto

La squadra gioca bene, un gioco però troppo manovrato e sterile. L’Andria neopromossa, invece, non sbaglia un colpo e i rossoblu pareggiano troppe partite. Lo svantaggio in classifica diviene considerevole e alla prima di ritorno, nel pantano di Cava, l’1-0 per i padroni di casa e il -14 dalla vetta costano la panchina a Favo, che viene sostituito da Pierfrancesco Battistini. Il Taranto cambia marcia, il nuovo tecnico ottiene 20 punti in otto gare, prima della clamorosa e controversa rottura tra Campitiello e Montervino. L’allontanamento del ds provoca le dimissioni di Battistini, e nello smarrimento totale dell’ambiente, Campitiello promuove Cazzarò, il tecnico della juniores. Cazzarò esordisce col botto: 4-1 all’Andria capolista e svantaggio ridotto a otto punti. Il finale di campionato è in crescendo. Il Taranto rimonta posizioni in classifica e scavalca il Potenza al secondo posto con la vittoria in casa per 1-0, con gol di Marsili, davanti a 10 mila spettatori. La domenica dopo a Grottaglie un Campitiello visibilmente emozionato, sembra stordito dall’entusiasmo della gente in tribuna.

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Qualcosa però si è rotto nel rapporto con una frangia della tifoseria più accesa. Compare qualche scritta allusiva allo Iacovone sulla vita privata del presidente e a Manfredonia la partita viene sospesa per la terza maglia blu. Campitiello mostra segnali di insofferenza, criticando le presenze a suo dire scarse nell’ultima inutile partita allo Iacovone contro la retrocessa Puteolana.L’Andria vince il campionato con un turno d’anticipo ma il Taranto arriva ai playoff in forma ottimale. Le vittorie contro Potenza (2-0) e Rende (1-0) in uno Iacovone da categoria superiore e con la Viterbese (ai rigori) fuori casa, portano i rossoblu alla semifinale di Sestri Levante. Partita a cui il Taranto arriva non al massimo della condizione, a causa dell’assurdo format dei playoff e perde 3-1. Il Monopoli vincitore della coppa Italia si ritrova direttamente in semifinale e, vincendo una sola partita contro il Fano, verrà ripescato in lega Pro senza fondo perduto. In campionato la classifica finale li aveva visti al decimo posto a -26 pt dal Taranto secondo. A termine della partita di Sestri, Campitiello si dimostra fiducioso per il ripescaggio e mai nessuno avrebbe immaginato il disimpegno, che annuncia solo due giorni dopo, complice, a suo dire, un consiglio epistolare di ”un amico veneto”.

Francesco Montervino, prima esperienza da Ds

Probabilmente avranno pesato le contestazioni di parte della tifoseria, ma già da qualche mese indiscrezioni lo volevano vicino ad altre realtà, tra cui la Cavese. Possibile anche che l’aumento del fondo perduto a 500 mila euro e una tifoseria che non avrebbe accettato la rinuncia al ripescaggio, stavolta certissimo, lo abbiano convinto a mollare. Si apre una trattativa con l’imprenditore Castria, subito troncata da Campitiello, non convinto dal tergiversare degli interlocutori. Così, un po’ a sorpresa, Campitiello cede le sue quote al prezzo simbolico di 1 € alla Fondazione Taras. Un signore sicuramente, ma forse anche la necessitá impellente di liberarsi del Taranto per raggiungere Cava. La verità come al solito starà nel mezzo. Lascia comunque la società con il debito decisamente abbattuto. Non mancherà in seguito di definire ”errore” la scelta di mollare il Taranto.

Antonio Porcino, autore del gol del definitivo 4-1 in Taranto Fidelis Andria del 29 marzo 2015

La Fondazione riprende così la trattativa con Castria che tra annunci, rinvii e conferenze stampa senza contenuti concreti, si chiude con un nulla di fatto. Altri non si palesano e la soluzione, unica e ormai improcastinabile (siamo a fine luglio), viene trovata in casa: il duo Bongiovanni Zelatore, ai margini da tre anni, dopo aver chiesto e ottenuto le scuse ufficiali della Fondazione Taras in merito alle precedenti ”incomprensioni”, accettano di tornare in sella accollandosi la maggioranza delle quote al costo di 1€.

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