Breaking
Ad
Ad
Ad
La storia del Taranto

Capitolo XIV

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

La ripartenza dalla D, il biennio 2012-14

Il 29 giugno 2012 D’Addario comunica alla città che non iscriverà la squadra al successivo campionato di lega Pro. Si apre nuovamente il baratro dei campionati dilettanti. È questa la triste realtà, dopo l’estemporanea gioia per l’inverosimile notizia-bufala della vittoria al Tar del Lazio dell’avvocato Russo, col Taranto riammesso in B. Un’altra beffa per i tifosi, in molti già scesi in piazza a festeggiare. Ma Taranto è anche questa.

Il logo del Taranto che riparte dalla serie D

Mentre i discorsi si protraggono su ciò che poteva essere e non è stato, la città che conta (soprattutto i livelli più alti) è in tutt’altre faccende affaccendata. Il tempo scorre e non si muove foglia, si rischia di ripartire dai campionati regionali. La neonata Fondazione Taras registra un nuovo marchio, il Taranto Fc 1927, mettendolo a disposizione di chiunque abbia voglia e capacità economica per far fronte al Fondo perduto del lodo Petrucci, 300 mila euro necessari per ripartire dalla D. L’appello viene accolto e, con la mediazione dell’ex presidente Emanuele Papalia, una cordata di imprenditori e professionisti, tra cui Bongiovanni, Zelatore, Nardoni, Petrocelli e Graniglia, permette l’iscrizione al campionato di serie D 2012-13. La costruzione della squadra viene affidata al ds Antonio Borsci, il quale dovette in brevissimo tempo assemblare una rosa competitiva, con un budget non altissimo, dato l’esborso per il fondo perduto. Viene contattato l’ex ds Ermanno Pieroni che funge da ”consulente”.

La dottoressa Elisabetta Zelatore, primo presidente donna della storia del Taranto

Della vecchia guardia restano solo in tre: il capitano Fabio Prosperi, Carlo Vicedomini e Angelo Maraglino. Arriva gente d’esperienza come Vincenzo Cosa, Cosimo Sarli, Giorgio Noviello, Federico Bufalino, Ermanno Cordua e diversi under, molti dei quali non all’altezza; la panchina è affidata a Tommaso Napoli. Intanto il Grottaglie, mai affrontato in partite ufficiali, abituale sparring partner infrasettimanale ai tempi della B, è il primo avversario della nuova stagione in Coppa Italia.

st2
I tifosi rossoblu in Grottaglie-Taranto 3-1, Coppa Italia di serie D
Hernan-Molinari
Hernan Molinari, il bomber de La Plata

Il risultato è di 3-1 per i più attrezzati biancazzurri contro gli juniores rossoblu. Il giovane Giuseppe Curri segna il primo gol del “nuovo Taranto”. La prima di campionato propone un derby che ritorna dopo diversi anni, contro il Trani in trasferta. I rossoblu in vantaggio per 1-0 con gol su rigore di Cosa, vedono svanire la vittoria al 91′, causa un infortunio all’arbitro che, incredibilmente, non se la sente di concludere la gara. Dopo tre giorni, il recupero vede ancora la vittoria dei rossoblu, stavolta per 2-0. Un risultato illusorio, dato che il Trani si rileva ben presto squadra materasso. Infatti al primo confronto casalingo contro il Gladiator, accreditato come possibile vincitore del girone, il Taranto subisce una pesante sconfitta per 0-3, denotando numerose lacune in organico. Una serie di sconfitte, tra cui il derby in casa col Foggia, porteranno all’esonero di Napoli e alla promozione di Giacomo Pettinicchio tecnico della juniores. L’arrivo del dg Domenico Pellegrini porterà ad uno stravolgimento della rosa con la partenza di numerosi giocatori e l’arrivo di altri, tra cui i ritorni di Francesco Mignogna e Alessandro Gatto, l’ingaggio di un centravanti argentino che entrerà presto nel cuore della tifoseria: Hernan Molinari.Il Taranto inizia una risalita che lo porterà ad una classifica tranquilla, vincendo in trasferta i derby di Brindisi e Foggia e ponendo le basi per la stagione successiva. Intanto i primi scricchiolii societari portano al disimpegno sostanziale del duo Bongiovanni-Zelatore, protagonisti con il dg Pellegrino di un litigio in diretta in sala stampa dopo la gara vinta contro il Bisceglie per 1-0. Il “ce ste ride stuè” di Bongiovanni all’indirizzo del dg è ormai storia, triste e divertente allo stesso tempo.

Francesco Mignogna, il suo ritorno sarà importante per risollevare la squadra di Pettinicchio

Nardoni diventa presidente, il Taranto prepara l’assalto alla lega Pro con un nuovo ds, Alessandro De Solda e un nuovo allenatore, Vincenzo Maiuri. In estate arrivano tra gli altri Pietro Balistreri, Cristiano Ancora, Giampaolo Ciarciá, Claudio Miale e il colpaccio Giampiero Clemente. Con le conferme di Mignogna e Molinari, sembra una squadra che può distruggere il campionato. Invece si inizia male, il gioco non si vede e i risultati sono altalenanti. Alla settima Maiuri viene esonerato ed arriva Aldo Papagni. Anche De Solda viene allontanato.

Aldo Papagni, il suo Taranto perderà la promozione in C all’ultima giornata

Papagni ridisegna la squadra, adotta il 3-5-2 e s’inventa soluzioni interne nei ruoli scoperti, accentrando Ciarcià e schierando Mignogna da terzino sinistro. È un campionato a tratti esaltante in cui i rossoblu riescono a poche giornate dalla fine ad agganciare in vetta il Matera capolista, battuto per 1-0 allo Iacovone davanti a 10 mila spettatori con gol del sempre più idolo Molinari. Partita questa preceduta dalla rivelazione di un tentativo di combine perpetrata dall’ex ds De Solda che aggancia Miale per conto del Matera. La denuncia del difensore rossoblu fa scattare un’inchiesta che sostanzialmente porterà al riconoscimento dell’illecito solo un anno dopo, a giochi ormai fatti. Sul campo, il Taranto perde la possibilità di uno spareggio con i lucani pareggiando l’ultima di campionato a Marcianise, non senza polemiche.

Pietro Balistreri, una grande stagione in coppia con Hernan Molinari nel 2013-14

Saranno ancora playoff, in cui, superati Marcianise e Monopoli, i rossoblu perdono in casa 0-1 contro l’Arezzo del ds Pagni, in uno Iacovone con circa 10mila presenze. Risultato che sarà decisivo ai fini del ripescaggio dell’Arezzo in seconda chiamata. Ripescaggio possibile non tentato in prima istanza dalla società presieduta da Nardoni, ormai in crisi di liquidità, visto il disimpegno di sponsor importanti e il defilamento degli altri soci.

Claudio Miale, la sua denuncia cadrà nel vuoto, il Taranto resterà in D, il Matera sarà penalizzato un anno dopo

La solita estate torrida tarantina porterà un nuovo ribaltone societario. Tra selfie inopportuni, minacce, litigi e una tifoseria sull’orlo di una crisi di nervi per l’ennesimo teatrino in salsa tarantina, che di fatto fanno scadere i termini per il ripescaggio, viene premiato, a fine luglio, il lavoro di Francesco Montervino, ex del Taranto ma con una carriera tra Napoli e Salerno, ds in pectore della futura maggioranza fecente capo all’imprenditore campano Domenico Campitiello.

Write A Comment